{"id":6463,"date":"2021-05-31T17:37:21","date_gmt":"2021-05-31T15:37:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pensemaravee.it\/?p=6463"},"modified":"2021-06-01T14:15:27","modified_gmt":"2021-06-01T12:15:27","slug":"giovani-gemonesi-migranti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/migrants\/emigrants\/giovani-gemonesi-migranti","title":{"rendered":"Giovani, migranti, gemonesi"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Flavio e Federica, vi siete conosciuti giovanissimi al Liceo Magrini. Dopo l\u2019universit\u00e0 e le prime esperienze di lavoro, ora vivete a Londra da cinque anni. Siete sempre stati viaggiatori? Federica, ci puoi descrivere com\u2019era Flavio quindici anni fa? Flavio, puoi fare lo stesso con Federica?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Federica: Flavio \u00e8 sempre stato propenso a muoversi, viaggiare e vivere all\u2019estero. Ha sempre avuto uno spirito avventuroso, intraprendente. Voleva sempre fare qualcosa di nuovo e stimolante, soprattutto esperienze capaci di rafforzare le sue competenze. Questo si \u00e8 rispecchiato anche nel percorso di studi che ha fatto, prima in Friuli, poi a Londra, in Francia e in Germania.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Insomma, era gi\u00e0 scritto che sareste andati via dal Friuli.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Federica: Non c\u2019\u00e8 mai stata alternativa. Il che \u00e8 una cosa positiva, altrimenti non saremmo qua.<\/p>\n\n\n\n<p>Flavio: Abbiamo iniziato fin da subito a muoverci. Quando eravamo minorenni giravamo in Italia, soprattutto per le difficolt\u00e0 nell\u2019accedere ad alberghi e muoversi con voli internazionali. Appena maggiorenni abbiamo fatto la prima vacanza a Parigi, seguita poi da altre capitali europee, Nord America, Medio Oriente, Estremo Oriente. Ci \u00e8 sempre piaciuto conoscere culture diverse. La curiosit\u00e0 di vivere all\u2019estero si \u00e8 quindi costruita col tempo. La prima occasione \u00e8 arrivata durante l\u2019universit\u00e0, nel 2012, quando abbiamo deciso di passare un anno a Londra. Io poi ho fatto un\u2019altra laurea a Parigi e, dopo un breve periodo a Milano, ci siamo decisi a ritornare all\u2019estero. Abbiamo pensato che, soprattutto in termini di opportunit\u00e0 lavorative, fosse il caso di partire. Una cosa che ci diciamo spesso \u00e8 che il grande scarto tra l\u2019Italia ed altri paesi europei \u00e8 che nei primi anni dopo l\u2019universit\u00e0 in Italia rincorri uno stage dietro l\u2019altro, mentre all\u2019estero dopo due mesi hai gi\u00e0 il tuo lavoro e quasi ti lamenti delle responsabilit\u00e0 che ti affidano.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Federica, qual \u00e8 il tuo percorso accademico? Al tuo arrivo a Londra sei riuscita a trovare subito un lavoro nel tuo campo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Federica: In Italia ho studiato per diventare ingegnere civile e ora lavoro come ingegnere strutturale nel campo della progettazione e ristrutturazione di edifici residenziali, uffici o spazi commerciali. Prima di arrivare a Londra pensavo che all\u2019inizio mi sarei dovuta adattare a fare un lavoro qualsiasi, in attesa di trovare qualcosa pi\u00f9 in linea col mio percorso. In realt\u00e0 questa opportunit\u00e0 \u00e8 arrivata subito, dopo tre mesi dal mio arrivo. Penso quindi sia andata molto meglio rispetto alle mie aspettative iniziali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non hai provato a lavorare in Italia?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Federica: No, in Italia avevo fatto solo un tirocinio di alcuni mesi nel quadro del mio percorso di studi. Poi mi sono laureata e subito trasferita all\u2019estero.<\/p>\n\n\n\n<p>Flavio: In realt\u00e0 in quel periodo hai fatto molto di pi\u00f9 che partire\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Federica: In effetti, s\u00ec. Io e Flavio ci siamo sposati il primo ottobre, il 28 mi sono laureata e il 6 novembre siamo atterrati a Londra, dove Flavio si era gi\u00e0 trasferito all\u2019inizio dell\u2019anno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Avete bruciato le tappe! Ritornando alle aspettative rispetto alla vostra vita all\u2019estero, Federica tu dicevi che non ti aspettavi di trovare lavoro cos\u00ec facilmente.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Federica: Mi ha stupito la rapidit\u00e0, ma anche l\u2019approccio verso il lavoro. Come dicevo, non ho avuto esperienze in Italia, posso dire per\u00f2 che se fossi rimasta mi sarei aspettata un primo lavoro senza grandi responsabilit\u00e0, magari una serie di stage. Qua ho scoperto che anche alle prime esperienze ti fanno partecipare a degli incontri da sola, gestire relazioni con i clienti, fare delle scelte, valutare l\u2019avanzamento dei lavori in cantiere, ecc.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le donne spesso trovano molti pi\u00f9 ostacoli, anche esplicita discriminazione, nel corso della propria carriera. Il tuo vissuto a Londra conferma queste difficolt\u00e0?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Federica: Non ho una risposta netta. Ci sono state occasioni in cui i miei interlocutori si sono sorpresi di dover avere a che fare con me. C\u2019\u00e8 poi da considerare che nel mio studio su 30 ingegneri solo 4 sono donne, che invece sono la maggioranza nei posti amministrativi dell\u2019azienda. Posso quindi dire che la differenza di genere l\u2019ho vista in termini di numeri, il che probabilmente si spiega col fatto che pi\u00f9 uomini scelgono di laurearsi in ingegneria, piuttosto che in termini di \u201cdiscriminazione\u201d. Per quanto riguarda lo stupore di alcuni, ad esempio in cantiere, la differenza di valutazione riguarda pi\u00f9 che altro l\u2019et\u00e0: vedendoti cos\u00ec giovane alcuni colleghi sottovalutano un po\u2019 le tue capacit\u00e0, come penso succeda ovunque. Ti ritrovi a parlare in cantiere con una persona che ha 25 anni pi\u00f9 di te e che quindi fa difficolt\u00e0 ad accettare il fatto di essere diretta da una persona cos\u00ec giovane.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Flavio, tu che aspettative avevi quando sei partito per Londra?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Flavio: La ragione principale per cui ho suggerito a Federica di trasferirci a Londra \u00e8 che la conoscevamo gi\u00e0 come una citt\u00e0 molto dinamica. Una citt\u00e0 in cui hai infinite possibilit\u00e0, in cui \u00e8 quasi impossibile non trovare qualcosa di interessante, anche quando non sei ancora pienamente consapevole di quello che ti piace. Londra inoltre \u00e8 molto internazionale e le possibilit\u00e0 di integrarsi sono molto elevate. Non \u00e8 come inserirsi in una citt\u00e0 francese o, per uno straniero, nella provincia italiana, dove la cultura e le tradizioni sono molto forti ed uniformi. Londra \u00e8 cosmopolita, un\u2019infinit\u00e0 di culture coesiste e quindi chiunque si pu\u00f2 sentire a casa rapidamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto a me, io mi ero gi\u00e0 laureato in giurisprudenza a Udine e una specialistica in Diritto del Commercio Internazionale alla Sorbona a Parigi ma, dopo un tirocinio in uno studio legale a Milano, ho capito che diventare avvocato non sarebbe stata la mia strada. Ho quindi pensato che Londra potesse essere una buona soluzione, sia perch\u00e9 gi\u00e0 la conoscevo avendoci studiato, sia perch\u00e9, come dicevo, pensavo che se non avessi trovato qualcosa a Londra non l\u2019avrei trovata da nessun\u2019altra parte. Una volta trasferito, ho fatto diverse esperienze e alla fine, grazie a una rete di contatti, sono venuto a sapere di un\u2019opportunit\u00e0 per lavorare come consulente per un ministero del governo inglese nel settore dell\u2019internazionalizzazione delle piccole e medie imprese, cosa che faccio da tre anni. Parallelamente, circa tre anni fa, ho cominciato un dottorato in Germania sui temi della tutela ambientale nel diritto degli investimenti e del commercio internazionale. Direi quindi che le mie aspettative sono state completamente attese sia in termini di dinamicit\u00e0 della citt\u00e0, sia per opportunit\u00e0 lavorative, qualit\u00e0 della vita e degli incontri.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ci sono degli aspetti negativi della vita a Londra?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Flavio: Sicuramente le abitazioni, molto piccole e costose, tanto pi\u00f9 per gente come noi che \u00e8 cresciuta in un bel paese di provincia. Altro aspetto negativo \u00e8 il trasporto pubblico\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Federica: Stavo per dire la stessa cosa. Appena arrivata, quello della metropolitana \u00e8 stato un impatto abbastanza forte. Il viaggio di andata di mattina e di ritorno alla sera sono abbastanza pesanti. C\u2019\u00e8 un sacco di gente che spinge e corre. Dopo un po\u2019 per\u00f2 ti abitui e finisci anche tu per camminare sempre velocemente.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Qualche mese fa avete avuto il vostro primo figlio. Quando avete deciso di diventare genitori a Londra la vostra prospettiva sulla vostra permanenza all\u2019estero e in Inghilterra in particolare \u00e8 cambiata?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Federica: Non \u00e8 cambiata molto. Ci siamo sempre detti che l\u2019esperienza all\u2019estero \u00e8 temporanea, senza per\u00f2 porci un limite per rientrare. L\u2019importante ora \u00e8 avere la possibilit\u00e0 di passare del tempo in Italia, senza necessariamente trasferirci l\u00ec. Appena si potr\u00e0, staremo per un periodo in Friuli.<\/p>\n\n\n\n<p>Flavio: A cambiare le cose pi\u00f9 che nostro figlio \u00e8 stata la Brexit. Prima, infatti, era possibile pensare di andare via da Londra e, se mai, ritornare in seguito. Il problema \u00e8 che ora, andandosene, c\u2019\u00e8 il rischio di non poter tornare pi\u00f9. Questo ha un impatto sulle nostre scelte, nel senso che bisogna decidere con maggiore ponderazione. Purtroppo, facendo paragoni tra Londra e le citt\u00e0 italiane, troviamo molti ostacoli, principalmente in termini di opportunit\u00e0 lavorative. Siamo per\u00f2 sicuri di voler rientrare in Italia ad un certo punto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Perch\u00e9 c\u2019era fin da subito questa voglia di ritornare?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Federica: Non so esattamente perch\u00e9. Un po\u2019 influisce il fatto che hai la famiglia l\u00e0 e vorresti riavvicinarti a loro. Se ci pensi, per\u00f2, anche se dovessi finire a lavorare a Milano, le ore di treno per il Friuli non sono molte di meno del viaggio da Londra a Gemona. Qualsiasi sia il motivo, non mi sono mai vista vivere a lungo fuori dall\u2019Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Flavio: Perch\u00e9 alla fine si tende a voler stare dove si trovano le tue radici. E ti parlo da persona che, a differenza di Federica, vorrebbe fare un\u2019altra tappa prima di rientrare. A Parigi o magari in Germania, che ho visitato tantissimo in questi anni per il dottorato. Il punto per\u00f2 \u00e8 sempre rientrare. La ragione ultima del perch\u00e9 \u00e8 difficile da sviscerare, ma credo che abbia a che fare con il concetto stesso di \u2018casa\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Federica: Stando fuori, ti rendi maggiormente conto delle cose belle dell\u2019Italia e del Friuli. Dalle cose pi\u00f9 ovvie come il cibo, all\u2019istruzione e all\u2019universit\u00e0. Ad esempio, facendo i colloqui di lavoro, le persone che hanno studiato in Italia nel mio settore vengono considerate positivamente perch\u00e9 la preparazione viene ritenuta molto valida, forse anche perch\u00e9 in Italia si fa un anno in pi\u00f9 di universit\u00e0. Penso per\u00f2 che, al di l\u00e0 della durata, parlando almeno dell\u2019Universit\u00e0 di Udine, la preparazione sia solida, poi la pratica la devi acquisire con l\u2019esperienza, ma a livello teorico ti d\u00e0 una buona base.<\/p>\n\n\n\n<p>Flavio: Quello che racconta Federica \u00e8 sempre stato un grande paradosso per me perch\u00e9 \u00e8 in netto contrasto con quanto succede in Italia: mentre in Inghilterra si premia la preparazione ingegneristica offerta dalle nostre universit\u00e0, ho sentito dire pi\u00f9 volte che in Italia a parit\u00e0 di qualifiche si fatica spesso a trovare lavoro da neolaureati (non uno stage) e, quando si trova, non ti affidano compiti all\u2019altezza per anni.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Com\u2019\u00e8 stata l\u2019esperienza della gravidanza, ma anche del diventare genitori lontani dalla famiglia e dagli affetti?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Federica: In realt\u00e0 \u00e8 andata bene, anche se la lontananza si sente e avere avuto la famiglia vicino avrebbe reso le cose ancora pi\u00f9 semplici. Anche relativamente all\u2019ospedale \u00e8 andato tutto molto bene, anzi, siamo perfino rimasti stupiti dalla qualit\u00e0 dei servizi. Ovviamente i piani erano diversi: pensavamo che la mamma di Flavio sarebbe potuta venire a trovarci o che i miei genitori sarebbero potuti salire dopo la nascita. Purtroppo il Covid ha ostacolato tutto questo, anche se, almeno dal punto di vista lavorativo, mi ha permesso di lavorare da casa fino all\u2019ultimo e quindi posticipare la maternit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Flavio, prima hai menzionato la Brexit. Percepite che ci sia stato qualche cambiamento nel modo in cui vedete Londra da stranieri e il modo in cui Londra vede voi stranieri?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Flavio: Da un punto di vista professionale e personale non c\u2019\u00e8 alcuna differenza per noi, perch\u00e9 appunto siamo a Londra. Penso invece che le cose siano cambiate radicalmente nelle province inglesi, ma \u00e8 difficile da dire senza viverci. Londra \u00e8 una entit\u00e0 separata, nella quale la popolazione \u00e8 marcatamente internazionale e quindi non si \u00e8 percepita alcuna differenza. Tra l\u2019altro qui si \u00e8 votato con un\u2019ampia maggioranza per rimanere in UE. A livello lavorativo i diritti che abbiamo non cambiano, almeno finch\u00e9 si rimane qui, e non c\u2019\u00e8 alcun tipo di discriminazione. Da un punto di vista pratico, invece, la Brexit ha avuto delle conseguenze molto concrete sulla reperibilit\u00e0 di certi prodotti che arrivano dall\u2019UE, con ritardi e tasse di importazione, cose inimmaginabili fino a poco tempo fa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019isolamento fa un po\u2019 sentire la lontananza da casa, ma \u201ccasa\u201d per voi \u00e8 solo Gemona?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Flavio: Per me s\u00ec. Al massimo per te [rivolto a Federica] pu\u00f2 essere Trasaghis. [ridono entrambi]<\/p>\n\n\n\n<p>Federica: Eh s\u00ec, io sono di Trasaghis\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Flavio: Racconto questo episodio, che in realt\u00e0 \u00e8 capitato in maniera simile pi\u00f9 volte. Quando ancora si andava in ufficio, succedeva che i colleghi mi chiedessero cosa avessi fatto durante le vacanze e io spesso rispondevo di aver passato un paio di settimane \u2018a casa\u2019. Ho poi per\u00f2 capito che pensavano fossi rimasto a Londra e ho dovuto iniziare a specificare che ero tornato in Italia. C\u2019\u00e8 stato spesso questo fraintendimento, le settimane a casa per loro erano \u2018in appartamento\u2019, mentre io sottintendevo \u2018in Italia\u2019&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>In generale, cerchiamo di rientrare ogni mese. L\u2019idea \u00e8 che, assentandosi per dodici mesi, la gente passa un anno senza vederti e tu perdi contatto con la realt\u00e0 locale. Il senso di \u2018casa\u2019, secondo me, non rimane in maniera indefinita nel tempo ma va coltivato. Rientrando di frequente, il legame rimane molto pi\u00f9 forte, non ti senti mai estraneo. C\u2019\u00e8 da aggiungere che molti degli amici pi\u00f9 stretti se ne sono andati a loro volta. E quindi quando rientriamo \u00e8 pi\u00f9 facile sentirsi a casa perch\u00e9, alla fine, per noi Gemona \u00e8 la stessa. Tutti quanti viviamo Gemona rincontrandoci in questo luogo, che per noi \u00e8 \u2018casa\u2019, un luogo di incontro tra le persone che se ne sono andate, gli amici rimasti e gli affetti familiari.<\/p>\n\n\n\n<p>Federica: Concordo in pieno. Questa idea di coltivare il senso di casa \u00e8 una cosa piacevole per noi, lo facciamo perch\u00e9 vogliamo farlo, per questo non ci pesa rientrare cos\u00ec spesso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sezione migrans vuole raccontare esperienze di giovani gemonesi che per motivi diversi si trovano all&#8217;estero. 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