{"id":5668,"date":"2015-07-05T19:23:25","date_gmt":"2015-07-05T17:23:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pensemaravee.it\/?p=5668"},"modified":"2015-08-15T19:33:09","modified_gmt":"2015-08-15T17:33:09","slug":"zuan-dolo-di-stalis-emigrante-in-romania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/memoria\/racconti\/zuan-dolo-di-stalis-emigrante-in-romania","title":{"rendered":"Zuan Dolo, di Stalis, emigrante in Romania"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_5661\" aria-describedby=\"caption-attachment-5661\" style=\"width: 338px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/1903-in-Romania-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5661 \" src=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/1903-in-Romania-2-300x220.jpg\" alt=\"1903-in-Romania-2\" width=\"338\" height=\"248\" srcset=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/1903-in-Romania-2-300x220.jpg 300w, https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/1903-in-Romania-2-315x230.jpg 315w, https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/1903-in-Romania-2.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 338px) 100vw, 338px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5661\" class=\"wp-caption-text\">1906 nei boschi della Romania. Partendo da destra: Toni e Santo, da famee dai Vuarans, \u011euan (il Dolo), Ragazzo di Stalis (qualcuno lo riconosce?), Pontebban, Nardin (il Dolo) fratello di \u011euan, Pontebban, Checo (il Dolo, padre di Nardin e \u011euan, nato nel 1857), doi Pontebbans (compreso il capo squadra).<\/figcaption><\/figure>\n<p><em>Intorno al 1870 emigrarono dalla nostra Regione in Romania molti operai; era un\u2019emigrazione stagionale, temporanea o pendolare.Nel primo ventennio del XX\u00b0 secolo c\u2019erano in Romania oltre 60.000 persone di provenienza del Friuli \u2013 Venezia Giulia e del Veneto. Dal nostro mandamento erano per lo pi\u00f9 di Gemona del Friuli, Venzone, Buia, Osoppo, Trasaghis, Maiano e Forgaria. Eccovi la storia vera di un tal \u011euan Dolo di Stalis (Borg\u00f9t), fratello di Nardin e Vigni. La storia \u00e8 raccontata dal figlio Benito e dalla nuora Pierina.<\/em><\/p>\n<p>\u011euan, nato nel 1886, da piccolo \u00e8 vissuto con i nonni paterni. La madre era andata via da casa, mentre il padre era partito per la guerra in Eritrea. Al rientro dalla guerra il padre era subito emigrato in Romania e non aveva dato pi\u00f9\u00a0 alcuna notizia di s\u00e8.<\/p>\n<p><strong>In cerca del padre.<br \/>\n<\/strong>A 12 anni\u00a0 \u011euan era partito a cercarlo. Lo aveva trovato che faceva una brutta vita \u201c<em>a barabba vie<\/em>\u201d e lo aiut\u00f2 a \u201c<em>torn\u00e2 a metisi in sest<\/em>\u201d. Lavor\u00f2 con lui insieme nel bosco e cos\u00ec riuscirono insieme a rientrare a Gemona. Fecero ritorno diverse volte in Romania anche in compagnia del fratello pi\u00f9 giovane Nardin (nella foto aveva 17 anni).<\/p>\n<p><strong>Nel bosco in Romania.\u00a0<\/strong>\u011euan che era uno dei pi\u00f9 giovani del gruppo dei boscaioli veniva spesso utilizzato per l\u2019approvvigionamento di acqua e di viveri. Il paese pi\u00f9 prossimo era molto distante (un\u00a0 giornata di cammino). La foresta era popolata da orsi, lupi e cinghiali e da piante di enormi dimensioni e percorrerla da solo era una avventura non priva di rischi. Una volta \u011euan si fer\u00ec con l\u2019accetta a una gamba, trasportato in ospedale rischi\u00f2 di morire. Fu salvato provvidenzialmente da un medico italiano incontrato per caso in ospedale.<\/p>\n<p>Lavori di grande fatica si effettuavano nel bosco e i boscaioli venivano pagati solo a lavoro finito. Se pioveva per molto tempo il lavoro non fatto\u00a0 doveva essere\u00a0 recuperato anche di notte. L\u2019esbosco delle taglie veniva realizzato mediante scivolamento dei tronchi lungo appositi canali (<em>lisse<\/em>), poi in acqua (<em>stue<\/em>) ed infine su carri trainati da cavalli.<\/p>\n<p><strong>Ricordi di <\/strong><strong>\u011euan nei boschi d\u2019Europa.<br \/>\n<\/strong>Prima della prima guerra mondiale, sui Carpazi, aveva conosciuto diversi boscaioli Ungheresi. Li ha rivisti durante il conflitto tra le fila dell\u2019esercito austroungarico e, dopo la guerra, li ha ritrovati al lavoro nei \u00a0boschi. Ricordava\u00a0 spesso la frase detta a uno di questi sul fronte \u201c<em>Scjampe se no ti copi<\/em>\u201d. Ricordava\u00a0 che dopo la guerra, \u00a0erano stupiti di vederlo l\u00ec, sui boschi dei Carpazi a faticare, lui militare di una\u00a0 nazione vittoriosa e pertanto, pensavano loro, ricca. Lui per\u00f2 rispondeva che era ricco solo di miseria.<\/p>\n<p>Raccontava, \u011euan, che era stato anche sul Caucaso a <em>tai\u00e2 il bosc. <\/em>Con lui c\u2019era Francesco Copetti dal <em>Borc di Scugjel\u00e2rs<\/em> (un <em>Borec<\/em>); aveva la gamba di legno e faceva il cuoco. Una volta, sul piroscafo che da Costanza portava ad Odessa sul Mar Nero, col mare in burrasca,\u00a0 \u011euan disse a Checo \u201c<em>St\u00e2 atent, che il m\u00e2r u\u00eai al \u00e8 come il cjaval cal trai<\/em>\u201d.\u00a0 Sui monti del Caucaso ricordava l\u2019abilit\u00e0 dei cosacchi nel cavalcare a grande velocit\u00e0 nel bosco, senza sella. Nel frattempo la madre si era ricongiunta al padre.<\/p>\n<p>Prima di partire per la Francia, sempre come boscaiolo, nel 1928 fece una stagione a Gemona. Essendo un uomo burbero e coraggioso si racconta che andava da solo a fare fieno in prossimit\u00e0 delle <em>Crete P\u00f2rie<\/em> in <em>Chiampon,<\/em> luogo di dicerie e paure: si mormorava che, in quei luoghi, gli spiriti dei dannati facevano rotolare i sassi. La paura era tanta che avevano perfino chiamato un esorcista di Venezia per benedire quei posti ed altri (Cuarnan di dentri) ritenuti infausti.<\/p>\n<p>Come dicevo, dal 1928 al 1933 \u011euan emigra\u00a0 sempre come boscaiolo capo nell\u2019Alta Savoia, versante francese, a contratto presso un proprietario che era un\u00a0 personaggio influente (deputato) di Francia. Raccont\u00f2 la storia dell\u2019uccisione di un bracconiere da parte del deputato, che scoperto, si suicid\u00f2 piuttosto che finire sotto processo. Da quelle parti c\u2019era una clinica per persone ricche; un giorno un degente della clinica gli disse che gli avrebbe dato tutto il suo denaro se poteva avere un quarto della sua salute e prestanza fisica.<\/p>\n<p>\u011euan \u00e8 poi rientrato a Gemona, ha continuato a fare il boscaiolo e il contadino; fino a 75 anni \u00e8 andato in Cuarnan a fare fieno (la mede). E\u2019 morto nel 1967. La nuora lo ricorda soprattutto per la sua onest\u00e0 e per aver sempre mantenuto la parola data anche senza firmare contratti (<em>ogni allusione a vicende odierne \u00e8 del tutto casuale<\/em>).<\/p>\n<p>E\u2019 passato un secolo, dall&#8217;inizio della storia. In Romania ci sono ancora alcuni lembi di foreste vergini, studiate da ricercatori di tutto il mondo. Si sente parlare ancora friulano, senza\u00a0 contaminazioni linguistiche, in alcune sperdute e isolate contrade. Molti Rumeni sono in Friuli a cercare maggior fortuna (la storia si ripete all&#8217;incontrario). I nemici di un tempo sono Europei \u00a0e devono decidere cosa diventare da grandi. Sul Caucaso si continua a morire.<\/p>\n<p><em>Nella foto in Copertina\u00a0\u011euan Dolo con Vigni il Gimul nell&#8217;anno 1963.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storie d&#8217;altri tempi ma ancora oggi, in altre storie, presenti.<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":5660,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[29],"tags":[255],"class_list":["post-5668","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-racconti","tag-emigrazione-romania"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5668","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5668"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5668\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5672,"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5668\/revisions\/5672"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5660"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5668"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5668"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5668"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}