{"id":5388,"date":"2015-04-23T19:57:31","date_gmt":"2015-04-23T17:57:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pensemaravee.it\/?p=5388"},"modified":"2015-04-23T20:17:36","modified_gmt":"2015-04-23T18:17:36","slug":"ancora-sulla-riforma-sanitaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/politica\/ancora-sulla-riforma-sanitaria","title":{"rendered":"Ancora sulla riforma sanitaria."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\"><em>Dal 1\u00b0 gennaio 2015 la riforma sanitaria regionale, dopo tante polemiche ed alzate di scudi in particolare nel Gemonese, ha iniziato il suo percorso attuativo. Malgrado non tutti abbiano ancora \u201crinfoderato le spade\u201d, interessa ora capire come si sta avviando questa trasformazione epocale della sanit\u00e0 e quali sono i tempi di attuazione e le prospettive che si possono gi\u00e0 da ora individuare.<\/em><br \/>\n<em>Per questo abbiamo sentito il Direttore generale dell\u2019Azienda per l\u2019Assistenza Sanitaria (AAS) n. 3 Alto Friuli, Collinare, Medio Friuli, Dott. Pierpaolo Benetollo.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><a href=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Schermata-2015-04-23-alle-11.42.09.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft  wp-image-5376\" src=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Schermata-2015-04-23-alle-11.42.09-300x257.png\" alt=\"Schermata 2015-04-23 alle 11.42.09\" width=\"227\" height=\"195\" srcset=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Schermata-2015-04-23-alle-11.42.09-300x257.png 300w, https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2015\/04\/Schermata-2015-04-23-alle-11.42.09.png 389w\" sizes=\"auto, (max-width: 227px) 100vw, 227px\" \/><\/a>Il dottor Benetollo ha alle spalle un\u2019esperienza lavorativa importante ed articolata. Avendo iniziato come medico geriatra\u00a0\u201csul territorio\u201d, ha via via ricoperto diversi incarichi tra cui quello di Direttore del Distretto Socio-Sanitario n\u00b0 4 dell\u2019ULSS 16 \u201cPadova\u201d, di Direttore Sanitario dell\u2019ULSS n\u00b04 \u201cAlto Vicentino\u201d e, prima di assumere l\u2019incarico nella nostra Regione, ha svolto il compito di Direttore sanitario dell\u2019Azienda ospedaliera di Verona, una delle pi\u00f9 importanti d\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La prima domanda viene quindi spontanea.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #333399;\"><em><strong>Cosa ha significato passare da una attivit\u00e0 come quella svolta a Verona, alla realt\u00e0 cos\u00ec diversa che si \u00e8 trovato ad affrontare qui in Friuli?<\/strong><\/em><\/span><br \/>\nE\u2019 noto che io sono l\u2019unico Direttore generale di un AAS \u201cesterno\u201d al sistema sanitario di questa Regione e ci\u00f2 non \u00e8 a caso. Evidentemente si \u00e8 ritenuto che per una situazione complessa come quella dell\u2019Alto Friuli, Collinare e Medio Friuli fosse opportuno avvalersi di una figura esperta e del tutto \u201cnuova\u201d rispetto alle vicende sanitarie del FVG.<br \/>\nD\u2019altra parte la mia precedente attivit\u00e0 lavorativa nell\u2019Alto Vicentino si era svolta in una realt\u00e0 per certi versi simile a questa.<br \/>\nHo affrontato quindi questa esperienza come un\u2019avventura nuova e professionalmente interessante, senza alcuna remora rispetto alle vicende che hanno preceduto l\u2019avvio di questa riforma: <strong>il mio compito \u00e8 quello di avviare e far funzionare al meglio un\u2019azienda, a partire dalle condizioni che mi sono date.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #333399;\"><em><strong>Ma qual\u2019\u00e8 stato l\u2019impatto rispetto alla dimensione territoriale cos\u00ec complessa e \u201csquilibrata\u201d dell\u2019AAS 3, che va dalle realt\u00e0 di alta montagna della Carnia e del Tarvisiano, fino alle zone rurali di pianura del Codroipese?<\/strong><\/em><\/span><br \/>\nLe differenze rappresentano in questo caso i punti di partenza per costruire le strategie giuste. Io non parto con l\u2019idea che si debba in qualche modo \u201cassestare\u201d un sistema complicato; la mia prospettiva \u00e8 invece quella di caratterizzare, valorizzandole, le diverse realt\u00e0 di questa AAS: sono proprio queste caratteristiche di fondo a rendere interessante il mio compito.<br \/>\nSe guardiamo poi con pi\u00f9 attenzione, gli stessi elementi di potenziale criticit\u00e0 rappresentano anche aspetti di opportunit\u00e0.<br \/>\n<strong>L\u2019AAS 3 non ha al suo interno un capoluogo di Provincia.<\/strong> Questo vuol dire che non c\u2019\u00e8 una polarit\u00e0 forte che rischia di creare gerarchie e squilibri sul proprio territorio.<br \/>\n<strong>Non c\u2019\u00e8 nemmeno un Ospedale cosiddetto \u201chub\u201d<\/strong> (per intenderci come quello di Udine), che inevitabilmente eserciterebbe una forte attrazione, rischiando di generare sul territorio un centro ed una periferia.<br \/>\nIn sostanza, una situazione complessa geograficamente, ma senza grosse differenze di peso tra i centri urbani, pu\u00f2 favorire la costruzione di un rapporto ospedale &#8211; territorio che attui pi\u00f9 agevolmente uno degli obiettivi centrali che stanno alla base della riforma: <strong>la continuit\u00e0 della presa in carico dei problemi di salute dei cittadini, che per essere seguiti hanno bisogno di una integrazione fra le cure ospedaliere e quelle territoriali.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #333399;\"><em><strong>A pochi mesi dall\u2019avvio della riforma, a che punto \u00e8 la sua attuazione e quali i prossimi passaggi?<\/strong><\/em><\/span><br \/>\nIl 2015 non pu\u00f2 che essere un<strong> \u201canno ponte\u201d<\/strong>, durante il quale si debbono affrontare contemporaneamente pi\u00f9 problemi legati all\u2019avvio della riforma.<br \/>\nLe priorit\u00e0 del primo semestre sono:<br \/>\n<strong>&#8211; garantire la continuit\u00e0 dei servizi ai cittadini, malgrado i vari cambiamenti in atto legati alla riorganizzazione della struttura;<\/strong><br \/>\n<strong>&#8211; attuare la costituzione della nuova AAS 3 in tutte le sue componenti.<\/strong><br \/>\nE\u2019 uno sforzo notevole che sta coinvolgendo tutti, ma direi che, pur essendo a met\u00e0 del guado, l\u2019obiettivo si sta via via raggiungendo.<br \/>\nVa detto che questa prima fase della riorganizzazione ha prodotto anche del disorientamento, soprattutto nel personale.<br \/>\nInevitabilmente sono venute a mancare alcune sicurezze, mentre sono subentrate ansia e senso di incertezza.<br \/>\nE\u2019 uno scotto da pagare in questa fase di transizione, che va superato individuando al pi\u00f9 presto le linee strategiche di sviluppo, su cui basare le future decisioni.<br \/>\n<strong>Infatti il secondo semestre di questo 2015 sar\u00e0 in particolare dedicato alla costruzione del progetto della nuova ASS 3.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #333399;\"><em><strong>Uno degli elementi di maggior incertezza (e di conflitto) nella nostra realt\u00e0 \u00e8 stato il destino dell\u2019Ospedale di Gemona. Che futuro si prospetta realmente per questa struttura?<\/strong><\/em><\/span><br \/>\nCome gi\u00e0 detto, il percorso appena avviato non potr\u00e0 che svilupparsi per gradi: il disegno complessivo della riforma e delle funzioni assegnate sul territorio sono gi\u00e0 indicate dalla legge e dai successivi atti deliberativi, ma le decisioni operative potranno essere prese solo dopo aver definito un piano strategico pi\u00f9 preciso e fondato su conoscenze dirette dei problemi.<br \/>\nPer questo motivo <strong>non si \u00e8 ancora nelle condizioni di prendere decisioni e di fissare dei paletti<\/strong>, pur avendo gi\u00e0 delle idee su quali indirizzi sar\u00e0 opportuno seguire.<br \/>\nSu alcuni aspetti si pu\u00f2 gi\u00e0 per\u00f2 dare delle certezze: l\u2019ospedale di Gemona non diventer\u00e0 un <em><strong>capannone vuoto<\/strong><\/em>, ma tutti gli spazi verranno utilizzati. Inoltre si pu\u00f2 prevedere che vi lavorer\u00e0 all\u2019incirca <strong>la stessa quantit\u00e0 di personale<\/strong>.<br \/>\nL\u2019ipotesi di creare a Gemona un centro di eccellenza dedicato alla riabilitazione \u00e8 realistica, ma allora <strong>l\u2019ospedale deve diventare attrattivo, deve dotarsi dei professionisti \u201cmigliori\u201d, deve insomma costruire le condizioni per fornire un\u2019offerta che sia competitiva.<\/strong><br \/>\nD\u2019altra parte bisogna anche prendere atto che si va sempre pi\u00f9 verso la super-specializzazione, superando la funzione tradizionale dell\u2019ospedale come struttura di riferimento generale.<br \/>\nPer questo il mantenimento di un\u2019area di emergenza nell\u2019ospedale di Gemona sarebbe impropria e soprattutto inadeguata, mentre altre funzioni, per il bacino d\u2019utenza dell\u2019intera azienda ed anche oltre, possono essere di grande interesse. <strong>Nelle prossime settimane faremo delle proposte concrete.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #333399;\"><em><strong>Passando ai rapporti cosiddetti \u201cistituzionali\u201d, ha colpito l\u2019opinione pubblica il fatto che nella Conferenza dei Sindaci, il Piano Attuativo Locale 2015 (P.A.L.), che \u00e8 un atto fondamentale della programmazione sanitaria, sia stato bocciato da alcuni Comuni, tra cui Gemona. E inoltre che numerosi Sindaci non fossero presenti alla Conferenza. Che significato attribuisce a queste prese di posizione?<\/strong><\/em><\/span><br \/>\nVa precisato innanzitutto che la seduta della Conferenza dei Sindaci in cui si \u00e8 approvato il P.A.L. era stata preceduta da una in cui il documento di programmazione era stato presentato e discusso alla presenza dei 68 Sindaci interessati, per cui i contenuti erano noti a tutti.<br \/>\nIn effetti alla seduta conclusiva per l\u2019approvazione erano presenti 48 Sindaci, tra i quali<strong> 3 hanno espresso voto contrario (Gemona, Montenars e Forgaria).<\/strong><br \/>\nVa anche sottolineato che alla conclusione dei lavori il Presidente della Conferenza ha ritenuto di sottolineare come la riunione fosse stata \u201cvera\u201d, non rituale, e per questo importante.<br \/>\nLa contrariet\u00e0 di alcuni Sindaci non la considero comunque un fatto negativo: fa parte della dialettica democratica e rappresenta comunque un\u2019espressione di vitalit\u00e0.<br \/>\n<strong>Rimango dell\u2019idea che le differenze sono segnali importanti, su cui impostare il lavoro successivo, molto pi\u00f9 utili di unanimismi di facciata.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #333399;\"><em><strong>E per quel che riguarda il problema del \u201cpronto soccorso\u201d che ha agitato cos\u00ec tanto le acque nel Gemonese?<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">La legge di riforma ha previsto a Gemona il<strong> mantenimento di un Punto di Primo Intervento<\/strong>; si tratta ora di dettagliarne le funzioni. Peraltro, in presenza, come detto, di un\u2019evoluzione di tutta la Medicina verso la super-specializzazione, <strong>non ha pi\u00f9 senso che ogni presidio ospedaliero mantenga dei letti di c.d. \u201carea di emergenza\u201d, senza avere alle spalle una struttura capace di affrontare tutti i problemi che si possano presentare<\/strong>.La prospettiva \u00e8 invece quella di operare con una \u201crete dell\u2019emergenza\u201d in grado di intervenire in tempi rapidi su tutto il territorio, indirizzando da subito il paziente nella struttura ospedaliera meglio in grado di accoglierlo, cosa che peraltro gi\u00e0 sta in parte avvenendo. Ma in questo caso la messa a punto della <strong>\u201cRete dell\u2019emergenza-urgenza\u201d va impostata a scala regionale<\/strong> ed infatti la legge di riforma prevede che la Regione emani un apposito Piano di settore.Solo in presenza di questo Piano si potr\u00e0 agire anche a livello di AAS<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista al Direttore Generale dell\u2019AAS n.3<\/p>\n","protected":false},"author":12,"featured_media":5386,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-5388","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5388","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/12"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5388"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5388\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5394,"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5388\/revisions\/5394"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5386"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5388"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5388"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5388"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}