{"id":5214,"date":"2015-02-28T21:31:30","date_gmt":"2015-02-28T20:31:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pensemaravee.it\/?p=5214"},"modified":"2015-03-15T20:15:39","modified_gmt":"2015-03-15T19:15:39","slug":"il-canada-di-francesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/migrants\/giovani-in-moto\/il-canada-di-francesco","title":{"rendered":"Il Canada di Francesco."},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_5218\" aria-describedby=\"caption-attachment-5218\" style=\"width: 243px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Ottawa4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5218\" src=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Ottawa4-300x225.jpg\" alt=\"Ottawa4\" width=\"243\" height=\"182\" srcset=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Ottawa4-300x225.jpg 300w, https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Ottawa4.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 243px) 100vw, 243px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5218\" class=\"wp-caption-text\">Grattacieli a Toronto<\/figcaption><\/figure>\n<p>Se arbitrariamente si possono tracciare i confini, le forme e il carattere di una terra su una mappa, allora, altrettanto arbitrariamente, si pu\u00f2 fare con le parole. Le descrizioni, come le cartine, sono il risultato di una scelta parziale. Ed \u00e8 proprio prendendo spunto dalla mappa fisica del Canada che ho deciso di presentare quelli che a me paiono i suoi caratteri pi\u00f9 evidenti su tre dimensioni. O meglio, con tre parole. Immensit\u00e0, gelo e multiculturalit\u00e0.<\/p>\n<p>Prima di atterrare all\u2019aeroporto di Montreal, l\u2019agosto scorso, tra le poche cose che conoscevo del Canada c\u2019era l\u2019estensione del suo territorio. 9.864.670 chilometri quadrati. Per darvi l\u2019ordine di grandezza, quasi trenta-tre volte la superficie dell\u2019Italia. \u201cA mari usque ad mare\u201d \u00e8 il motto che circonda lo stemma canadese. L\u2019espressione \u00e8 stata presa in prestito da un salmo della Vulgata attribuito a Salomone, nel quale si profetizza l\u2019arrivo del messia e il suo dominio spirituale su tutto il mondo, \u201cda mare a mare\u201d. Un motto che calza a pennello con il Canada, le cui coste si affacciano non su due, ma su tre oceani. A nord-ovest, il mitico territorio dello Yukon, reso famoso dalle avventure di Jack London, guarda, immobile, le onde del Mar Glaciale Artico. Scendendo verso sud si arriva nella Provincia \u201cBritish Columbia\u201d, le cui coste si affacciano sulle ben pi\u00f9 miti correnti dell\u2019Oceano Pacifico, che rende l\u2019inverno pi\u00f9 sopportabile a chi vive nella grande citt\u00e0 dell\u2019ovest canadese, Vancouver. Proseguendo verso est, e lasciandosi quindi alle spalle l\u2019oceano, si scoprono le Rocky Mountains, o Montagne Rocciose, che scendono fino al cuore degli Stati Uniti.<\/p>\n<p>Valicate queste splendide pareti di roccia, chi volesse viaggiare da costa a costa, in Canada, scoprirebbe le Province \u201c<em>Alberta<\/em>\u201d, \u201c<em>Saskatchewan<\/em>\u201d e \u201c<em>Manitoba<\/em>\u201d. Terre di agricoltura, miniere e risorse naturali. E, anche se non molto popolate, bacini elettorali \u201csicuri\u201d del Partito Conservatore. Forza politica che \u00e8 alla guida del Paese, in modo traballante (almeno nei primi anni), dal 2006, e che si trova all\u2019opposizione i liberali e i neo-democratici. Il vero grande bacino elettorale dei conservatori, tuttavia, almeno alle passate elezioni federali, \u00e8 <em>l\u2019Ontario<\/em>. Provincia che ospita la capitale del Paese, Ottawa, e il centro pi\u00f9 popoloso di tutto il Canada, Toronto. Citt\u00e0 che distano relativamente poco dall\u2019altra grande Provincia orientale, il Qu\u00e9bec. Terra, questa, che si distingue dalle altre in molti aspetti. Fra tutti, la lingua. \u00c8 il francese quella ufficiale, non l\u2019inglese. Ma anche il colore politico, essendo il <em>Qu\u00e9bec<\/em> la terra pi\u00f9 di sinistra (neo-democratica) tra le Province canadesi. Proseguendo ancora verso est, il viaggiatore scoprirebbe, infine, le Province del \u201c<em>New Brunswick<\/em>\u201d, \u201c<em>Nova Scotia<\/em>\u201d, \u201c<em>Prince Edward Island<\/em>\u201d, \u201c<em>Newfoundland and Labrador<\/em>\u201d. Terre che si affacciano sul terzo oceano che lambisce le coste canadesi, l\u2019Atlantico.<\/p>\n<figure id=\"attachment_5217\" aria-describedby=\"caption-attachment-5217\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Ottawa3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5217 size-medium\" src=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Ottawa3-300x225.jpg\" alt=\"Ottawa3\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Ottawa3-300x225.jpg 300w, https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Ottawa3.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-5217\" class=\"wp-caption-text\">Un parco urbano a Ottawa<\/figcaption><\/figure>\n<p>A tutto questo, in sei mesi io non ho dato che un\u2019occhiata. Atterrato a Montreal a fine agosto, mi sono subito trasferito ad Ottawa per frequentare un quadrimestre in una delle universit\u00e0 locali grazie ad un accordo di scambio che lega questa al mio ateneo, a Trento. Devo dire che dietro alla mia scelta di vivere in Canada non ci sono grandi motivazioni. Non ero particolarmente interessato a quel Paese, ma ho ugualmente provato a fare richiesta per trascorrervi qualche mese. Cos\u00ec, \u201cper sport\u201d, come si suol dire. Una volta che sono stato selezionato, ho deciso di buttarmi e provare quest\u2019esperienza. Conoscevo la reputazione dell\u2019universit\u00e0 ospitante, in grado di offrire buoni corsi su tematiche di cui sono molto appassionato, come le relazioni internazionali.\u00a0 Mi sono detto, poi, che qualche mese in un Paese che sta ancora sotto la corona della vecchia Elisabetta II (testimoni ne sono le banconote) avrebbe fatto bene al mio inglese. Senza il rischio, tuttavia, di prendere quel terribile accento britannico (!). A spingermi verso il Canada c\u2019era, infine, quello che potrei chiamare un\u2019\u201dattrazione metafisica\u201d, sicuramente acquisita da parte di padre, verso la parte pi\u00f9 fredda, impassibile ed estrema della natura.<\/p>\n<p>Una natura di cui, tuttavia, non mi sono reso conto nei primi mesi di soggiorno. Ero troppo occupato a girovagare nei bei parchi curati dentro e fuori Ottawa. A costeggiarvi il fiume e il famoso canale artificiale, patrimonio dell\u2019Unesco. A rilassarmi al sole di settembre, che per qualche tempo mi ha fatto pensare che il gelo canadese non fosse altro che un mito per tenere alla larga i richiedenti asilo siriani. Stratagemma che ha funzionato visto che il governo canadese \u00e8 stato tra i meno liberali e solerti nell\u2019accettarli dall\u2019inizio del conflitto. E come si pu\u00f2 dar torto alla leadership conservatrice. Avere migliaia di abbienti con le barbe lunghe e carnagione scura che assomigliano molto a quelli che appaiono nei telegiornali, sopra le newsline che recitano \u201cIs\u201d, avrebbe sicuramente turbato la popolazione canadese. Soprattutto sotto periodo elettorale (le urne si apriranno, in teoria, ad ottobre).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Ottawa2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-5216\" src=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Ottawa2-300x225.jpg\" alt=\"Ottawa2\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Ottawa2-300x225.jpg 300w, https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Ottawa2.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Ad ogni modo, ho trovato paradossale questa ansia, tipica dei pi\u00f9 Salviniani, nella classe politica di un Paese la cui popolazione \u00e8 costituita da canadesi con il trattino. Non bisogna dimenticare, infatti, che il Canada \u00e8 un Paese storicamente di immigrazione. A differenza dell\u2019Italia, che, non scavando troppo a fondo nella storia, \u00e8 stato un bacino di manovalanza di quasi tutto il mondo per gran parte del \u2018900, il Canada \u00e8 nato, o meglio si \u00e8 alimentato di quella manovalanza. Il suo popolo conta, oggi, circa 35 milioni di cittadini (un po\u2019 pi\u00f9 della met\u00e0 di quelli italiani!), concentrati nelle citt\u00e0 nate lungo il confine con gli Stati Uniti, come Qu\u00e9bec City, Montreal, Ottawa, Toronto, Winnipeg, Calgary e Vancouver. E anche se ci si mettesse una vita a limare le differenze tra questi 35 milioni di persone, difficilmente si riuscirebbe ad abbozzare lo stereotipo, almeno esteriore, del canadese medio. Tedesco-canadese, cino-canadese, libano-canadese, russo-canadese. Non che tutti abbiano la doppia cittadinanza, ma molti di quelli che ho conosciuto parlano, oltre all\u2019inglese, la lingua delle loro origini. E ne seguono le tradizioni, riuscendo allo stesso tempo a vivere nel rispetto degli altri.<\/p>\n<p>Tra questi, ci sono ovviamente anche gli italo-canadesi. Che da bravi pasticcioni hanno deciso di mettere insieme l\u2019inglese e l\u2019italiano, o meglio i suoi dialetti, per formare una lingua dalle tinte mediterranee e dalla semplicit\u00e0 anglica. Un\u2019operazione di alta ingegneria i cui risultati si possono ascoltare passeggiando lungo le vie della piccola Little Italy di Ottawa, dove ci si pu\u00f2 imbattere in capannelli di vecchiette sull\u2019ottantina che si scambiano i saluti della domenica in inglese-napoletano. Al di l\u00e0 degli scherzi, credo che noi italiani, e la nostra classe politica, dobbiamo prendere esempio dall\u2019approccio all\u2019identit\u00e0 dei canadesi. In un mondo in cui sentiamo pi\u00f9 spesso la parola globalizzazione dell\u2019inno di Mameli, dobbiamo capire che \u00e8 ora di voltare pagina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Continua il racconto di giovani gemonesi che fanno esperienze all&#8217;estero. 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