{"id":4190,"date":"2014-08-11T15:48:53","date_gmt":"2014-08-11T13:48:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pensemaravee.it\/?p=4190"},"modified":"2014-08-11T15:50:58","modified_gmt":"2014-08-11T13:50:58","slug":"silvana-cremaschi-le-basi-della-riforma-sanitaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/politica\/silvana-cremaschi-le-basi-della-riforma-sanitaria","title":{"rendered":"Silvana Cremaschi : le basi della riforma sanitaria"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_4197\" aria-describedby=\"caption-attachment-4197\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/maxresdefault.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-4197 size-medium\" src=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/maxresdefault-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/maxresdefault-300x168.jpg 300w, https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/maxresdefault-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/maxresdefault.jpg 1280w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4197\" class=\"wp-caption-text\">Silvana Cremaschi<\/figcaption><\/figure>\n<p>Abbiamo chiesto a <a href=\"http:\/\/silvanacremaschi.it\/\">Silvana Cremaschi<\/a>, <strong>Direttore SOC Neuropsichiatria dell&#8217;Infanzia <\/strong>e<strong> dell&#8217;Adolescenza <\/strong>presso\u00a0Azienda per i servizi sanitari 4 Medio Friuli e<strong> Consigliere regionale del PD<\/strong> di illustrarci gli aspetti maggiormente significativi della riforma sanitaria regionale.<\/p>\n<p>Ecco cosa ci ha detto:<\/p>\n<p>Potremmo partire da questa considerazione: Non ci sono pi\u00f9 soldi e quindi bisogna tagliare. Ma anche se i soldi ci fossero, bisognerebbe cambiare lo stesso. L\u2019 organizzazione sanitaria attuale \u00e8 figlia della storia del mondo benestante di questi ultimi due secoli: fare di pi\u00f9, produrre di pi\u00f9, mangiare di pi\u00f9, comprare di pi\u00f9, \u201cusare pi\u00f9 farmaci, pi\u00f9 ospedali, pi\u00f9 interventi\u201d, per \u201ccurare\u00a0 di pi\u00f9\u201d\u2026. Questo modello ha prodotto pi\u00f9 \u201csanit\u00e0\u201d forse, ma non pi\u00f9 \u201csalute\u201d; non sempre infatti fare di pi\u00f9 significa garantire cure pi\u00f9 appropriate\u2026 In una societ\u00e0 in crescita abbiamo speso sempre di pi\u00f9 ma \u00a0non sempre in modo adeguato rispetto al risultato che intendevamo ottenere.<\/p>\n<p><strong>Il 65% del nostro benessere psico-fisico \u00e8 dovuto ai \u201cdeterminanti sociali di salute\u201d, cio\u00e8 alle condizioni di vita, ambiente, lavoro, alimentazione<\/strong>. Stiamo bene o stiamo male non perch\u00e9 abbiamo o meno un medico vicino ma per altri fattori. Non necessariamente essere pi\u00f9 ricchi significa stare <em>pi\u00f9<\/em> bene. I Paesi nei quali la gente sta meglio sono quelli dove c\u2019\u00e8 meno divario di reddito fra gli abitanti. Paesi pi\u00f9 ricchi ma con un ampio divario di ricchezza fra gli abitanti, hanno indici di salute meno buoni rispetto a quelli di paesi meno ricchi ma con minor divario di reddito fra gli abitanti.<\/p>\n<p>Il concetto stesso di prestazione sanitaria \u00e8 cambiato negli ultimi 100 anni. I miei nonni erano tisiologi, la tisi era il male dell\u2019epoca, oggi probabilmente sarebbero diventati oncologi. Mia nonna viveva dentro un sanatorio. I sanatori erano strutture pensate per le malattie infettive, i pazienti vi rimanevano ricoverati un anno o anche pi\u00f9, si faceva in modo che stessero bene, riposassero molto, prendessero il sole ecc; oggi chi di noi penserebbe che serve stare un anno in ospedale per curarsi?<\/p>\n<p>Un tempo chi partoriva in ospedale rimaneva ricoverata una settimana o anche due nel caso di parti cesarei. Oggi i tempi di ricovero per un parto sono di 2 giorni e mezzo, massimo 5 per i cesarei con situazioni pi\u00f9 complicati.<\/p>\n<p>Ancora <strong>30 anni fa i reparti Pediatria degli ospedali avevano repartoni con camerate di 6, 8, 10 letti pieni di bambini ricoverati<\/strong>.<strong> Oggi <\/strong>nei reparti pediatrici non ci sono pi\u00f9 bambini ricoverati, vi si svolgono solo le prestazioni ambulatoriali. <strong>Nessuno di noi, potendo scegliere, lascerebbe il proprio figlio in ospedale<\/strong>.<\/p>\n<p>Una volta la pressione sanguigna giusta era calcolata in 100 + gli anni di vita della persona. Ora i valori di riferimento sono stati abbassati. Non \u00e8 che sia cambiato qualcosa, abbiamo solo abbassato il livello. Sono diminuiti per questo i morti di infarto? No. Sono solo un po\u2019 aumentati gli effetti collaterali dei farmaci per la pressione.<\/p>\n<p>Oggi \u00e8 diventato uno spauracchio il colesterolo. Si \u00e8 parlato di colesterolo buono e cattivo, si sono cambiati approcci varie volte. Negli USA il burro \u00e8 praticamente scomparso nell\u2019alimentazione quotidiana, sostituito con la margarina (che non \u00e8 detto che sia pi\u00f9 sana). Negli USA si sono abbassati in media i valori di colesterolo. Sono per questo diminuite le malattie cardiovascolari? La risposta \u00e8 no.<\/p>\n<p><strong>In medicina non sempre fare di pi\u00f9 significa dare pi\u00f9 salute.<\/strong> Anche fare ricerca in vista di una verifica puntuale e corretta degli interventi messi in atto pertanto non \u00e8 facile. \u00c8 un campo in cui intervengono gli interessi delle case farmaceutiche, i cambiamenti nel benessere, nello stile di vita, nell\u2019alimentazione.<\/p>\n<p>Ogni generazione di figli \u00e8 stata pi\u00f9 alta dei genitori. Solo l\u2019ultima generazione non \u00e8 pi\u00f9 alta della precedente, poich\u00e9 evidentemente si \u00e8 raggiunto il massimo potenziale di crescita in altezza per la razza umana. La nuova generazione non \u00e8 pi\u00f9 alta ma sta diventando pi\u00f9 \u201clarga\u201d.<\/p>\n<p>Abbiamo sconfitto la polmonite con gli antibiotici. Ma si \u00e8 creata in noi l\u2019idea che dobbiamo sottoporci continuamente ai check up, e guai se si \u201csballa\u201d qualche valore.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/72918f63828a5ee9cf9beabe2a00ee05c39d7632a107c2437793bac4.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignright wp-image-4195 size-medium\" src=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/72918f63828a5ee9cf9beabe2a00ee05c39d7632a107c2437793bac4-300x294.jpg\" alt=\"72918f63828a5ee9cf9beabe2a00ee05c39d7632a107c2437793bac4\" width=\"300\" height=\"294\" srcset=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/72918f63828a5ee9cf9beabe2a00ee05c39d7632a107c2437793bac4-300x294.jpg 300w, https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/08\/72918f63828a5ee9cf9beabe2a00ee05c39d7632a107c2437793bac4.jpg 419w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Un aspetto che la nostra societ\u00e0 ha rimosso \u00e8 quello della morte, che teniamo nascosta e confiniamo negli ospedali. Che senso ha sottopormi a cure sapendo che morir\u00f2 forse fra 15 o 20 giorni? Che senso ha dare farmaci chemioterapici a un malato terminale, che pare anche accelerino i tempi del decesso, oltre a creare effetti collaterali che peggiorano la qualit\u00e0 di quella vita? Il bisogno di salute \u00e8 cambiato, fare di pi\u00f9 non vuol dire fare meglio. Si fa strada il concetto di <em>slow medicine<\/em>.<\/p>\n<p><strong>L\u2019obiettivo della riforma sanitaria regionale \u00e8 quello di dare salute alla popolazione del FVG e di dare le stesse opportunit\u00e0 a tutti, che abitino a Ligosullo o a Marano<\/strong>. <strong>Occorre garantire il pi\u00f9 possibile equit\u00e0 e fare in modo che nei Livelli Essenziali di Assistenza tutti abbiano ci\u00f2 che serve.<\/strong><\/p>\n<p>Se vivo a Ligosullo e mi viene un infarto ho bisogno di qualcuno che mi rianimi. Ma non possiamo fare un Pronto Soccorso con almeno 12 medici pi\u00f9 il personale paramedico solo per Ligosullo, dove magari c\u2019\u00e8 un solo caso di infarto all\u2019anno; per altro il personale che non \u201cfa pratica\u201d perde le competenze acquisite; anche in medicina la pratica vale come e pi\u00f9 della grammatica, e una persona sana che vive in Regione di che ha bisogno? Per prima cosa di avere informazioni corrette. Occorre ridare un ruolo centrale al medico di medicina generale, il quale non pu\u00f2 essere solo un passacarte. Si investono tanti soldi per creare un medico, poi lo si lascia da solo, senza contatti con altri medici e specialisti, ad affrontare pazienti sempre pi\u00f9 complessi, o peggio, li trasformiamo in burocrati e li lasciamo a compilare carte che non incidono sulla salute della gente.<\/p>\n<p>Riguardo al problema degli intasamenti del Pronto Soccorso, credo che la risposta sia complessa; serve un cambio culturale, serve forse inserire un ticket al PS; ma forse serve anche semplificare l\u2019accesso al proprio medico e rendere possibile una reale risposta di cura \u201ccompleta\u201d nell\u2019ambulatorio del proprio medico; un paziente dovrebbe poter accedere al proprio medico, o ad un infermiere, a tutte le ore della giornata; dovrebbe poter ricevere qualche punto di sutura, la stabilizzazione di una distorsione, una medicazione, un prelievo\u2026.<\/p>\n<p>\u00c8 possibile associare pi\u00f9 medici di base, il bacino ottimale viene descritto intorno ai \u00a020.000 abitanti circa, ma potrebbe riguardare anche comunit\u00e0 pi\u00f9 piccole, di circa 5000 abitanti, pari ad un paese, un quartiere, una valle. Nello studio associato \u00a0(reale o virtuale, cio\u00e8 con diverse sedi ma con collegamento internet, cartelle condivise, informazioni condivise, collaborazioni strutturate per garantire orari pi\u00f9 ampi, condivisione di apparecchiature, confronto sulle ipotesi cliniche) collaborano pi\u00f9 medici, che non si \u201cfanno le scarpe fra di loro\u201d cercando di rubarsi i clienti e anzi si danno una mano su come curare. Con questo sistema posso tenere l\u2019ambulatorio aperto dalle 8 alle 20.00 facendo in modo che la gente in quella fascia oraria non sia costretta ad andare in Pronto Soccorso. Se i medici si associano in uno stesso ambulatorio, ciascuno pu\u00f2 specializzarsi in parte in determinate patologie. Inoltre pi\u00f9 medici uniti possono collaborare con uno o due paramedici che partecipano del sistema di cura e favoriscono la \u201cmedicina d\u2019iniziativa\u201d e una segretaria che prenda gli appuntamenti.<\/p>\n<p>La \u201cmedicina d\u2019iniziativa\u201d consiste in un approccio alla cura della comunit\u00e0 affidata ad un medico o meglio ad un gruppo di medici che prevede che sia il personale dell\u2019ambulatorio ( o casa della salute o come altro vogliamo chiamarlo) che chiama periodicamente i pazienti a rischio ( diabetici, ipertesi, obesi, o con altri disturbi cronici) per un bilancio di salute.<\/p>\n<p>Questa nuova struttura implica un cambiamento culturale che deve partire dalla gente. Oggi mi hanno raccontato un aneddoto: una persona si presenta al medico il venerd\u00ec con una distorsione della caviglia; la persona viene visitata, rassicurata, le vengono fatte le opportune prescrizioni. Durante il week end questa stessa persona, non convinta, si presenta al Pronto Soccorso, si fa fare una radiografia, una visita ortopedica, si fa rifare il bendaggio a spese del Servizio Sanitario, e alle fine riceve la conferma di quanto gi\u00e0 detto dal medico di base. Domanda retorica: usiamo bene le risorse della sanit\u00e0 permettendo questi comportamenti? L\u2019obiettivo \u00e8 fare s\u00ec che si possa non andare al Pronto Soccorso dalle 8 alle 20 perch\u00e9 si trova con facilit\u00e0 una risposta competente dal proprio medico o dal medico \u201cassociato\u201d. \u00a0E se il medico ha meno pratiche burocratiche da svolgere, riesce anche ad avere pi\u00f9 tempo per le cure; e se ha contatto ed accesso con gli specialisti pu\u00f2 curare il paziente sentendo il consulente invece che inviare il paziente avanti e indietro tra ospedale ed ambulatorio per avere risposte cartacee. Oggi le tecnologie permettono ad esempio a un operatore di fare un elettrocardiogramma ad Attimis e trasmetterlo in tempo reale per la lettura a uno specialista della cardiologia di Udine, ottenendo subito risposta.<\/p>\n<p>E la notte, al posto del medico di guardia spesso \u201csolo\u201d, che opera a rotazione presso diverse sedi, senza nessuna informazione relativa ai pazienti che gli giungono per situazioni d\u2019urgenza, potrebbe essere di turno un medico di \u201ccontinuit\u00e0 assistenziale\u201d, che ha esperienza in quel territorio e conosce \u201cquei medici e quei pazienti\u201d, che lavora con \u201cquel\u201d gruppo di medici, che pu\u00f2 accedere ai dati clinici delle persone che ricorrono a lui, e che pu\u00f2 aggiornare il medico di base il mattino dopo.<\/p>\n<p><strong>Un altro elemento importante per ri-dare autorevolezza al medico di base \u00e8 il rapporto tra medico di fiducia e specialista<\/strong>: il paziente non deve fare la pallina di ping pong tra medico e specialista; \u00e8 il medico di base che chiede una consulenza e si fa aiutare a curare meglio il proprio paziente, ma per farlo deve avere un accesso facile, rapido, con un contatto di conoscenza reciproca\u2026 il paziente se viene inviato allo specialista, deve avere una lettera d\u2019invio da parte del medico curante che specifica l\u2019ipotesi diagnostica, gli accertamenti eseguiti o richiesti ed il quesito che porta alla consulenza. Ed il medico specialista non \u201crilascia\u201c il paziente se non con una lettera dettagliata per il curante che spiega le richieste e le prescrizioni. E se lo specialista richiede esami non rimanda (ping pong) il paziente al curante per le prescrizioni su ricetta rossa, attiva gli approfondimenti e \u201crestituisce\u201d il paziente con la consulenza completa.<\/p>\n<p><strong>Secondo l\u2019OMS il numero ottimale di medici \u00e8 di 1 ogni 600 abitanti. In Italia ne abbiamo uno ogni 180-200 abitanti.<\/strong><\/p>\n<p>Prendiamo il caso di un bambino di 4 anni con ritardo del linguaggio in provincia di Udine. I genitori possono portarlo al Distretto di via San Valentino, alla Neuropsichiatria del Gervasutta, alla Nostra Famiglia, poi al Day Hospital della Nostra Famiglia presso l\u2019Ospedale, poi al Burlo, poi\u00a0 alla Fondazione bambini autismo. In tutto fanno 6 percorsi diagnostici che la regione paga perch\u00e9 non esiste un percorso definito considerato LEA ( livello essenziale di assistenza) n\u00e9 sistema informatico che mi permette di effettuare controlli sui doppioni.\u00a0 Alla fine non abbiamo risorse per il trattamento perch\u00e9 le abbiamo usate male in fase diagnostica. Ma \u00e8 ovvio che dovrei favorire la possibilit\u00e0 di attivare \u201cun\u201d percorso diagnostico gratuitamente o con il pagamento di un solo ticket e poi richiedere il pagamento come visita privata in caso di eventuali altri doppioni. Gi\u00e0 questa prassi permetterebbe una maggiore equit\u00e0 di trattamento.<\/p>\n<p>Stessa cosa per chi fa magari 4 visite prima di decidere dove farsi operare una spalla. Forse dobbiamo semplificare. La sanit\u00e0 pubblica deve dare una buona sanit\u00e0 pubblica. Vai dal medico, lui ti manda in un posto e tiene i contatti con lo specialista, tu vai dove ti viene indicato o hai concordato, e se vai da altre parti di tua iniziativa paghi.<\/p>\n<p>Poi c\u2019\u00e8 una routine di esami e farmaci che potrebbe essere eliminata secondo il principio del <a href=\"http:\/\/www.choosingwisely.org\/\"><em>choosing <\/em>wisely<\/a>. Scegliere in modo accurato e opportuno. \u00c8 davvero necessario fare i raggi per un caso di sinusite? <strong>Quante cose non opportune facciamo di routine?<\/strong> Forse si pu\u00f2 evitare di somministrare farmaci oncologici di ultima generazione a un paziente terminale un mese prima della morte. Forse non serve prendere antibiotici per un\u2019influenza, forse non serve prendere polivitaminici e \u201cintegratori\u201d se abbiamo un\u2019alimentazione corretta; forse non serve prendere farmaci per dimagrire se facciamo attivit\u00e0 motoria. E i farmaci per dormire, per aumentare l\u2019appetito, per ridurre l\u2019appetito, per sentirci pi\u00f9 rilassati, per attivarci e rendere di pi\u00f9 nello studio e sul lavoro rispondono a bisogni di salute o ad altro? Quanto spendiamo per cose sicuramente inutili e forse dannose?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019obiettivo della riforma sanitaria regionale \u00e8 quello di dare salute alla popolazione del FVG e di dare le stesse opportunit\u00e0 a tutti, che abitino a Ligosullo o a Marano. 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