{"id":3928,"date":"2014-07-06T15:35:38","date_gmt":"2014-07-06T13:35:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pensemaravee.it\/?p=3928"},"modified":"2014-07-07T08:25:45","modified_gmt":"2014-07-07T06:25:45","slug":"gemona-cronistoria-dello-sviluppo-urbano-dallottocento-a-oggi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/ambiente\/gemona-cronistoria-dello-sviluppo-urbano-dallottocento-a-oggi","title":{"rendered":"Gemona, cronistoria dello sviluppo urbano, dall\u2019ottocento a oggi"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_3931\" aria-describedby=\"caption-attachment-3931\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/1830-Museo-di-Vilacco.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3931 size-medium\" src=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/1830-Museo-di-Vilacco-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/1830-Museo-di-Vilacco-300x225.jpg 300w, https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/1830-Museo-di-Vilacco.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3931\" class=\"wp-caption-text\">Dipinto di Gemona del 1830 esposto al Museo di Vilacco (autore ignoto)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il nostro disegnatore con il\u00a0lapis in mano riprende a segnare sulla mappa ulteriori &#8220;segni&#8221; lasciati dai gemonesi (e non solo) dall\u2019ottocento ai giorni nostri. Dal 1970 in poi, \u00e8 in affanno: i segni sulla mappa sono veramente tanti e fatica a non sovrapporli\u2026 (<em>per rileggere la prima parte clicca <a href=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/ambiente\/gemona-cronistoria-dello-sviluppo-urbano-dallanno-1000-ai-giorni-nostri\">qui<\/a><\/em>)<\/p>\n<h2>L\u2019OTTOCENTO<\/h2>\n<p>La popolazione aumenta rapidamente e l&#8217;area coltivata raggiunge, a ovest, i limiti attuali rappresentati dal canale Ledra Tagliamento (Roggia di Confine). Ci\u00f2 si ottiene grazie alla costruzione delle linea di rosta sul Tagliamento (1831-1850) che ricalca i termini attuali.\u00a0 Il pascolo viene, in gran parte spostato nella zona montana di <em>Ledis, Legnam, Gleris, Bombasine, Butegh\u00ees<\/em>. Tutta l&#8217;area montana di <em>Cjampon e Cuarnan<\/em> viene in gran parte disboscata e sfalciata. Si formano gran parte dei microtoponimi in tutte queste aree. Il 1800 non \u00e8 un periodo di ricchezza. La popolazione aumenta pi\u00f9 rapidamente della produzione agricola mentre l&#8217;artigianato e l&#8217;industria iniziano a svilupparsi solo alla fine del secolo. Lo Stato italiano \u00e8 povero e per aumentare le entrate applica delle tasse sulla produzione della seta e sul macinato. Anche il comune di Gemona non ha molte entrate e le opere di canalizzazione del campo gemonese, progettate gi\u00e0 nei primi del secolo, vengono attuate solo verso la fine in gran parte da latifondisti locali. Per aumentare i proventi il comune vende ai privati tutti i fondi comunali della pianura e molti della zona montana. Con persone provenienti da Stalis, che hanno acquistato i terreni, inizia a formarsi la borgata di Campolessi. Si espandono le borgate di Taboga e Campagnola grazie alla maggior disponibilit\u00e0 di terra. Iniziano le grandi emigrazioni che, in questo periodo, sono dirette in gran parte verso il\u00a0 Sudamerica\u00a0 (<em>Rino Gubiani<\/em><em>e M. Lazzari, \u201cLo studio dell&#8217;evoluzione del paesaggio attraverso la toponomastica\u201d<\/em>).<\/p>\n<p><strong>1820 Rifacimento presa del Gemine<br \/>\n<\/strong>Viene rifatta la presa del Glemine (costuita nel 1300 ca), danneggiata dall\u2019esercito Napoleonico<\/p>\n<p><strong>1828 La Pontebbana (strada postale)<br \/>\n<\/strong>Viene realizzato, da parte dell\u2019esercito di Napoleone il\u00a0 nuovo tracciato della Pontebbana, variante al vecchio tracciato nella tratta\u00a0 da Artegna ad Ospedaletto. La municipalit\u00e0 di Gemona, per contrastare la decadenza del centro, si era opposta\u00a0 a tale strada, richiamando l\u2019inospitalit\u00e0 del posto: il ristagno delle acque, i venti di tramontana e la solitudine dei luoghi.\u00a0 <em>(Dal Libro Gemona, Gemona, Gemona di Tito Cancian).<\/em> La piana cos\u00ec risulta divisa da un reticolo dove gli allineamenti nord-sud (Tagliamento, Statale 13, Roggia), si sovrappongono a quelli est-ovest (le strade).<\/p>\n<p><strong>1863 Decisione di abbattere le mura di Gemona<br \/>\n<\/strong>Il consiglio della Comunit\u00e0 ha decide anche per motivi di sicurezza (mura pericolanti) di abbattere le mura di cinta della citt\u00e0<\/p>\n<figure id=\"attachment_3934\" aria-describedby=\"caption-attachment-3934\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3934\" src=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/1890-Presa-Tagliamento-300x251.jpg\" alt=\"La 1^ presa del Consorzio Ledra Tagliamento sulla sponda gemonese del Tagliamento di fronte a Braulin.\" width=\"300\" height=\"251\" srcset=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/1890-Presa-Tagliamento-300x251.jpg 300w, https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/1890-Presa-Tagliamento.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-3934\" class=\"wp-caption-text\">La 1^ presa del Consorzio Ledra Tagliamento sulla sponda gemonese del Tagliamento di fronte a Braulins.<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>1875 La ferrata<br \/>\n<\/strong>Viene inaugurata la ferrovia da Udine a Gemona e la stazione di \u201cGemona \u2013 Ospedaletto\u201d. La municipalit\u00e0 si era opposta al passaggio della ferrovia nella piana e richiesto che la stazione fosse posta presso l\u2019attuale osteria di Blanc (sotto il parco di via Dante). Le cose andarono per\u00f2 diversamente.<\/p>\n<p><b>1886 Il Canale Ledra Tagliamento<br \/>\n<\/b>Il Consorzio Ledra Tagliamento realizza l\u2019ultimo tronco del ramo omonimo\u00a0 che catturava l\u2019acqua del Tagliamento presso la rosta Savorgnana (a monte dell\u2019attuale ponte di Braulins). Ma la nuova derivazione non fu sufficiente\u00a0 per irrigare i campi assettati del medio Friuli.<\/p>\n<h2><\/h2>\n<h2><\/h2>\n<h2><\/h2>\n<h2><\/h2>\n<h2>DAL NOVECENTO FINO AL TERREMOTO<\/h2>\n<p><strong>1900 La stazione e d\u2019intorni<br \/>\n<\/strong>Si sviluppa il primo importante nucleo abitato in prossimit\u00e0 della Stazione, ovvero la\u00a0 Manifattura, l\u2019Albergo Pittini,&#8230;;<\/p>\n<p><strong>1906 La\u00a0 strada e il\u00a0 Forte di Ospedaletto<br \/>\n<\/strong>Il genio militare inizia la costruzione del forte di Ospedaletto e l\u2019omonima strada. I venti di guerra iniziano a soffiare.<\/p>\n<p><strong>1911 Il canale Ledra Tagliamento<br \/>\n<\/strong>Il Consorzio Ledra Tagliamento realizza e inaugura l\u2019ultima tratta del Canale omonimo: dalla Rosta Savorgnana alla presa di\u00a0 Ospedaletto.<\/p>\n<p><strong>1914 \u2013 15 La strada del Monte Cuarnan<br \/>\n<\/strong>Il genio militare costruisce la strada del Monte Cuarnan fino alle odierne baite. Serviva come linea difensiva per il trasporto dei cannoni in Sella Foredor.<\/p>\n<p><strong>1914 La seconda ferrata<br \/>\n<\/strong>Viene inaugurata la tratta da Gemona a Spilimbergo e poi a Sacile. Aveva una importanza militare e serviva come linea di emergenza qualora il nodo di Udine fosse risultato impraticabile.<\/p>\n<p><strong>1915\u00a0 Il ponte di Braulins<br \/>\n<\/strong><span style=\"font-size: 13px;\">Nel 1915 viene inaugurato il P.te di Braulins e costruita (dal 1915 al 191717) la strada da Peonis a Forgaria.<\/span><\/p>\n<p><strong>1930 Il sistema irriguo di Gemona<br \/>\n<\/strong>A seguito alla costituzione del\u00a0 Consorzio di bonifica integrale si completa la rete di canali che innervano l\u2019agro gemonese per una lunghezza complessiva di circa 200 km.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3935\" aria-describedby=\"caption-attachment-3935\" style=\"width: 207px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/1932-Via-Dante.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3935\" src=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/1932-Via-Dante-207x300.jpg\" alt=\"!932, via Dante \u00e8 da poco inaugurata\" width=\"207\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/1932-Via-Dante-207x300.jpg 207w, https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/1932-Via-Dante.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 207px) 100vw, 207px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3935\" class=\"wp-caption-text\">!932, via Dante \u00e8 da poco stata inaugurata<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>1930 Viene inaugurata via Dante<\/strong><br \/>\nDopo molte ritrosie dei Gemonesi del Centro,\u00a0 si crea un agile collegamento con la stazione. Quando il 20 ottobre 1930 ci fu l\u2019inaugurazione, il Podest\u00e0 Giuseppe Stroili, pot\u00e8 giustamente definirlo \u201cla spina dorsale della nuova Gemona\u201d <em>(Dal Libro Gemona, Gemona, Gemona di Tito Cancian)<\/em><\/p>\n<p><strong>1930\u00a0\u00a0 Statale 13<br \/>\n<\/strong>Viene inaugurata la variante della statale, esterna all\u2019abitato di\u00a0 Artegna.<\/p>\n<p><strong>1933 Il Vegliato viene deviato<br \/>\n<\/strong>Il Vuaiat viene fatto passare a monte del Colle Dorondon e va a confondersi con il torrente Drendesime.<\/p>\n<p><strong>1934 \u2013 36\u00a0 Dal carbone all\u2019energia elettrica, dal pietrisco all\u2019asfalto<br \/>\n<\/strong>La pontebbana viene allargata e asfaltata e la ferrovia di Udine &#8211; Tarvisio elettrificata.<\/p>\n<p><strong>1950 La stazione di Ospedaletto<br \/>\n<\/strong>Viene inaugurata la stazione di Ospedaletto \u2013 dismessa successivamente nei primi anni 60.<\/p>\n<p><strong>1960 Statale 13<br \/>\n<\/strong>Viene inaugurata la variante della statale esterna all\u2019abitato di Ospedaletto.<\/p>\n<p><strong>1967 Un\u2019altra caserma a Gemona<br \/>\n<\/strong>Viene realizzata, <em>tal<\/em> <em>L\u00fbc di Casin<\/em> la caserma Goi &#8211; Campanali e l&#8217;acquedotto si spinge a ovest della ferrovia<\/p>\n<p><strong>1970 Il primo piano regolatore<br \/>\n<\/strong>Viene adottato dal Consiglio Comunale il primo piano regolatore. I temi trattati erano: la dispersione abitativa, le carenze infrastrutturali, la crisi del settore terziario e dell\u2019agricoltura, la decadenza del centro storico e il degrado dei beni culturali e ambientali; le proposte considerano:<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 un moderato sviluppo dei nuclei abitati a favore delle attivit\u00e0 produttive (evitare la disseminazione delle case);<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 la salvaguardia dell\u2019agro gemonese inteso come struttura produttiva;<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 nel Centro storico viene previsto il PP che valorizzi\u00a0 l\u2019ospitalit\u00e0 e\u00a0 servizi (sociali, sanitari, culturali):<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 lo sviluppo del commercio comprensoriale lungo la statale; aumento delle dimensioni aziendali.<br \/>\n<em>(tratto da \u201cLa Campagna urbanizzata\u201d di Paola Cigalotto e Mariagrazia Santoro)<\/em><\/p>\n<p><strong>1973 \u2013 1975 Salta il piano regolatore<br \/>\n<\/strong>Viene a cadere\u00a0 la salvaguardia al piano regolatore. Vengono rilasciate 700 licenze edilizie, molte delle quali interessano\u00a0 la pianura. Tradotto in numeri tutto ci\u00f2 significa 373.000 nuovi metri cubi\u00a0 residenziali, 105.000 di fabbricati commerciali, 72.000 industriali e artigianali, 10.500 di servizi. Ci\u00f2 provoca un \u201ccollasso\u201d del piano prima ancora della sua entrata in vigore. Il piano viene poi approvato nell\u2019aprile 1975.<\/p>\n<p><strong>Le opere infrastrutturali<br \/>\n<\/strong>Gemona prima del terremoto a cavallo degli anni 60 e 70 viene attraversata rispettivamente da:<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 metanodotto;<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 oleodotto;<br \/>\n&#8211;\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 autostrada;<\/p>\n<p>La\u00a0 nostra regione diventa regione ponte , ovvero terra di supporto e passaggio per le grandi opere infrastrutturali. Le stesse stravolgono la fisionomia delle valli (Canal del Ferro) e, unitamente alla diffusione\u00a0 dell\u2019urbanizzazione, modificano il paesaggio della piana del Gemonese.<\/p>\n<h3><strong>IL TERREMOTO E LA RICOSTRUZIONE<\/strong><\/h3>\n<figure id=\"attachment_3936\" aria-describedby=\"caption-attachment-3936\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Il-centro.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3936\" src=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Il-centro-300x192.jpg\" alt=\"Ritorna il terremoto\" width=\"300\" height=\"192\" srcset=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Il-centro-300x192.jpg 300w, https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Il-centro.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3936\" class=\"wp-caption-text\">Ritorna il terremoto<\/figcaption><\/figure>\n<p>Sotto il profilo urbanistico sono state licenziate 48 varianti al Piano Regolatore approvato nel 1975; di queste , 4, sono considerate varianti generali; abbiamo circa 177 mq di superficie residenziale\u00a0 per abitante.<\/p>\n<p>Nel frattempo si sono aggiunte le seguenti infrastrutture:<\/p>\n<ul>\n<li>il casello autostradale inaugurato nel 1982;<\/li>\n<li>Il raddoppio della ferrovia e la nuova stazione FFSS;<\/li>\n<\/ul>\n<p>Gemona ha vinto\u00a0l\u2019importante\u00a0 sfida della ricostruzione ma non quella di un ordinato\u00a0 sviluppo urbano, di un centro pulsante e di un ruolo propositivo e propulsivo per il\u00a0 territorio.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<h3><strong>CONCLUSIONI<\/strong><\/h3>\n<p>L\u2019isolamento di Gemona nella conoide,\u00a0 per 900 anni, \u00e8 stato ostico ma\u00a0 altrettanto\u00a0 determinata \u00e8 stata l\u2019edificazione della piana negli ultimi 45 anni. Altre cittadine di pari \u201crango o quasi\u201d che hanno morfologie \u201cnon piatte\u201d hanno contenuto e meglio orientato le spinte all\u2019edificazione (San Daniele, Buia, Artegna,&#8230;). Il nostro modello \u00e8 stato simile a quello adottato nella Marca Trevigiana\u00a0 (case e capannoni, ovunque). Sotto il profilo della dispersione abitativa si potrebbe dire \u201cnon solo Gemona, ma soprattutto Gemona\u201d.<\/p>\n<p>Gli\u00a0 \u201cspazi vuoti\u201d, ovvero la terra con i suoi cicli, che garantiscono produzioni di qualit\u00e0 e servizi alla collettivit\u00e0 di enorme valore e portata (mantenimento della biodiversit\u00e0, purificazione dell\u2019aria e dell\u2019acqua, microclimi pi\u00f9 gradevoli&#8230;) si riempiranno di abitazioni? Di questo passo serviranno pochi anni per ridurre le zone agricole residue a degli orti. Nel 1957, data della fotoaerea, a Gemona c\u2019era la popolazione di oggi; certo non si possono fare paragoni fra epoche diverse, ma ,&#8230; il confronto\u00a0 stride, \u00a0stupisce e allarma.<\/p>\n<p>Quanto coster\u00e0 alla collettivit\u00e0 l\u2019adeguamento dei servizi di acquedotto e fognatura\u00a0 che rincorrono e non precedono l\u2019espansione edilizia a macchia d\u2019olio? Come si potr\u00e0 offrire una logistica e dei servizi di qualit\u00e0 al sistema produttivo cos\u00ec disperso sul territorio \u00a0e in alcuni casi cos\u00ec contiguo con le abitazioni civili?<\/p>\n<figure id=\"attachment_3937\" aria-describedby=\"caption-attachment-3937\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Gemona-2005.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3937 size-medium\" src=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Gemona-2005-300x225.jpg\" alt=\"Gemona-2005\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Gemona-2005-300x225.jpg 300w, https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Gemona-2005.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3937\" class=\"wp-caption-text\">Vista della piana urbanizzata (2005)<\/figcaption><\/figure>\n<p>L\u2019architettura storica minore\u00a0 \u00e8 stata travolta. Le vecchie strade poderali, sono servite\u00a0 come vie di penetrazione all\u2019edificato. Ne rimangono pochissime. Faranno tutte la stessa fine? Gemona ha il tasso di &#8220;strade&#8221; procapite pi\u00f9 alto della Regione.<\/p>\n<p>Avremo ancora mille architetture diverse sullo stesso territorio? Perch\u00e9 non curare la qualit\u00e0 del\u00a0 paesaggio urbano anche di fuori dalle \u201cmura\u201d? Perch\u00e9 abbattere i muri a secco e sostituirli con bruttissime recinzioni di cemento armato?<\/p>\n<p>E\u2019 possibile fermarsi un po\u2019, ripensare\u00a0 e riflettere,\u00a0 immaginare uno sviluppo diverso? Traguardare su obiettivi che hanno scale temporali pi\u00f9 ampie, riducendo cos\u00ec anche le spinte affaristiche \u00a0e speculative? Valorizzare il passato e tutelarlo, tutelare le identit\u00e0 residue,\u00a0 le aree agricole e l\u2019ambiente, \u00a0le risorse peculiari e tipiche, pertanto pregiate, guardando alle grandi sfide dei prossimi anni?<\/p>\n<p>Nel 2008 \u00e8 sopraggiunta la crisi economica, una crisi lunga, tutt\u2019ora presente che lascia il \u00a0segno: case vuote, capannoni dismessi o mai occupati, centri commerciali, grandi divoratori di suolo, in affanno.<\/p>\n<p>La pressione edificatoria si \u00e8 ridotta; per contro \u00a0\u00e8 aumentato l\u2019interesse e gli interventi \u00a0\u00a0nelle aree montane.\u00a0 Avremmo anche li molti segni sulla carta (i famosi depositi attrezzi)?<\/p>\n<p><em>PS. L&#8217;articolo, con l&#8217;aggiunta dei due paragrafi finali,\u00a0 \u00e8 stato pubblicato sul n. 53 di Pense e Maravee (2005). Chi\u00a0volesse\u00a0integrare con ulteriori\u00a0informazioni utili a costruire la storia del territorio \u00e8 bene accetto.\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel precedente articolo abbiamo raccontato a grandi balzi, come si \u00e8 trasformato il territorio dall\u2019anno mille al 700. <\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":3930,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-3928","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ambiente"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3928","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3928"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3928\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3944,"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3928\/revisions\/3944"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3930"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3928"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3928"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3928"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}