{"id":3716,"date":"2014-06-20T23:08:51","date_gmt":"2014-06-20T21:08:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pensemaravee.it\/?p=3716"},"modified":"2014-07-07T19:42:08","modified_gmt":"2014-07-07T17:42:08","slug":"la-latteria-turnaria-di-campolessi-presidio-di-slow-food","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/ambiente\/la-latteria-turnaria-di-campolessi-presidio-di-slow-food","title":{"rendered":"La latteria turnaria di Campolessi, presidio Slow Food"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_3721\" aria-describedby=\"caption-attachment-3721\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Latteria.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3721 size-medium\" src=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Latteria-300x224.jpg\" alt=\"Latteria\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Latteria-300x224.jpg 300w, https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Latteria.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3721\" class=\"wp-caption-text\"><em>La latteria turnaria di Campolessi<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>\u00a0Alberto,\u00a0Cosa vuol dire per la latteria turnaria essere un presidio Slow Food?<\/strong><\/p>\n<p>La latteria turnaria di Campolessi \u00e8 stata insignita del titolo di presidio Slow Food per la particolare realt\u00e0 socio-economica che rappresenta. Una situazione che poco alla volta sta scomparendo ma che dovrebbe essere preservata per la sua importanza. Nel passato ha sostenuto l&#8217;economia delle nostre zone e ha mantenuto e valorizzato il nostro ambiente e il nostro territorio.<\/p>\n<p>I soci conferitori della latteria sono costituiti da piccole aziende agricole a gestione familiare,\u00a0che\u00a0consente una divisione del lavoro da svolgere e una riduzione dei costi.<\/p>\n<p>Il marchio Slow Food permette un riconoscimento ufficiale per i consumatori, di una garanzia di qualit\u00e0 e di un prodotto di nicchia, ottenuto seguendo criteri che mirano alla cura dell&#8217;ambiente, a partire dal territorio utilizzato per lo sfalcio dell&#8217;erba, alla tipologia di allevamento del bestiame, che guarda\u00a0 al benessere animale, alla tipologia di trasformazione del latte secondo principi chiave che portano ad un <em>prodotto genuino<\/em> e a <em>chilometri zero<\/em>.<\/p>\n<p><strong>Quanti soci conferiscono? C&#8217;\u00e8 un protocollo a\u00a0cui\u00a0i conferitori devono attenersi e quali sono i controlli di qualit\u00e0 del latte e del processo di lavorazione?<\/strong><\/p>\n<p>I soci conferitori in forza alla latteria sono 17, provenienti da Gemona e da altri paesi limitrofi come Venzone, Montenars, Magnano in Riviera, Tarcento; un socio proviene da Enemonzo.<\/p>\n<p>Il quantitativo di latte conferito giornalmente, tra la sera e la mattina, \u00e8 di 18 quintali, con variazione nel corso dell&#8217;anno a causa dell&#8217;alpeggio durante il periodo estivo.<\/p>\n<p>Il latte lavorato deriva, per la maggior parte, da vacche di razza pezzata rossa, alimentate esclusivamente con fieno, erba e foraggi non insilati e nemmeno fasciati.<\/p>\n<p>Il latte viene controllato microbiologicamente e chimicamente due volte al mese da un laboratorio esterno accreditato; inoltre vengono eseguiti controlli sui prodotti, sulle condizioni igienico sanitarie degli ambienti e persino dell&#8217;acqua impiegata nel processo di produzione. Infine la latteria \u00e8 soggetta al controllo dei veterinari dell&#8217;Azienda Sanitaria competente che vigila sul corretto operato all&#8217;interno del caseificio.<\/p>\n<p><strong>Avete un prodotto particolare che vi contraddistingue?<\/strong><\/p>\n<p>Nella latteria\u00a0 si producono formaggio \u201cLatteria\u201d, burro, ricotta, stracchino e caciotta. Un prodotto particolare \u00e8 la ricotta, rinomata per il suo caratteristico sapore e l&#8217;unicit\u00e0 della sua cremosit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Quali sono gli obiettivi futuri della latteria nei prossimi due e tre anni?<\/strong><\/p>\n<p>Gli obiettivi futuri della latteria mirano a sostenere le attivit\u00e0 dei soci, aumentare la redditivit\u00e0 delle aziende agricole e diminuire i costi di gestione attraverso un consolidamento e un incremento della produzione e delle vendite\u00a0\u00a0allo spaccio aziendale che si trova \u00a0all&#8217;interno della\u00a0 latteria e dove i clienti possono vedere le lavorazioni che si effettuano.<\/p>\n<p><strong>Da\u00a0giovane casaro, come vivi questa esperienza professionale che \u00e8 anche una sfida \u00a0personale?<\/strong><\/p>\n<p>Ho iniziato a fare il casaro per caso, da una piccola opportunit\u00e0 che mi si \u00e8 presentata dieci anni fa. L&#8217;ho colta al volo memore della stalla di mio nonno, del sapore del latte appena munto, degli odori e rumori della latteria vicino a casa.<\/p>\n<p>Il lavoro in\u00a0latteria \u00e8 una sabbia mobile nella quale si \u00e8 dentro fino al collo e dalla quale \u00e8 difficile uscire; la latteria diventa una seconda casa: una casa per\u00f2 dalle fondamenta sempre incerte, soprattutto in questi periodi. Pu\u00f2 sempre arrivare un terremoto da un momento all&#8217;altro e non si sa se regger\u00e0.<\/p>\n<p>Stando nella latteria di Campolessi si vede il mondo esterno correre veloce ed avanzare, mentre qui dentro tutto procede\u00a0lentamente e a piccoli passi; \u00a0fino ad ora,\u00a0da 100 anni a questa parte, si \u00e8 dimostrato duraturo.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la grande sfida ed il grande enigma della latteria: quanto durer\u00e0 ancora questa realt\u00e0? A priori non lo sappiamo. Finch\u00e9 ci\u00a0saranno persone che si dedicheranno alla terra e ai bovini, ci sar\u00e0 una speranza.<\/p>\n<p>Noi che viviamo dentro la latteria\u00a0 cerchiamo di tenere duro, facendo sempre del nostro\u00a0meglio.<\/p>\n<p>Auguri Alberto, ai colleghi e soci della latteria turnaria<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/iframewidth=640height=390src=\/\/www.youtube.com\/embed\/vHidDXlWep0frameborder=0allowfullscreen\/iframe\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"\/\/www.youtube.com\/embed\/vHidDXlWep0\" width=\"640\" height=\"390\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/a><\/p>\n<p>Ps. Note storiche<\/p>\n<p>Le\u00a0<strong>latterie turnarie<\/strong>\u00a0sono una forma di cooperazione molto antica tra piccoli allevatori. Le prime risalgono al secolo XVI ma si consolidarono soprattutto a partire \u00a0dal secolo XIX. L&#8217;istituzione della latteria turnaria infatti ricalcava l&#8217;usanza antica di mettere insieme il latte di pi\u00f9 famiglie e caseificare collettivamente.<\/p>\n<p>Negli archivi storici gemonesi viene riportato un accordo del &#8216;700 \u00a0tra alcune famiglie di Osoppo, denominate \u00a0\u201c<em>La compagnia del latte<\/em>\u201d, per la lavorazione del latte a turno con i propri attrezzi. La prima latteria turnaria a Gemona fu quella di Ospedaletto, inaugurata il 15 maggio del 1883. Seguirono quella di Campolessi (1908), Godo (1909) e Moseanda (1911). In tutto 9 latterie, comprese quelle di Piovega, Campagnola, Gois e Stalis. L\u2019ultima a essere avviata fu quella di Taboga, inaugurata il 17 settembre 1952 e chiusa nel 1998.<\/p>\n<p>Oggi a Gemona ne rimangono 3: due gestite da privati (Godo e Moseanda) e quella di \u00a0Campolessi che, come abbiamo visto, \u00a0\u00e8 ancora turnaria con 17 soci ed \u00e8 <strong>presidio Slow Food<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La latteria di Campolessi, con 17 soci conferitori, \u00e8 una delle poche latterie turnarie della regione. Ed \u00e8 anche presidio Slow Food. Intervistiamo Alberto Boezio, il casaro \u201cgiovane della latteria\u201d per un approfondimento. Un mondo antico che si proietta nel futuro.<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":3718,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-3716","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ambiente"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3716","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3716"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3716\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3731,"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3716\/revisions\/3731"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3718"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3716"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3716"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3716"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}