{"id":3436,"date":"2014-06-29T16:41:07","date_gmt":"2014-06-29T14:41:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pensemaravee.it\/?p=3436"},"modified":"2014-07-06T15:36:15","modified_gmt":"2014-07-06T13:36:15","slug":"gemona-cronistoria-dello-sviluppo-urbano-dallanno-1000-ai-giorni-nostri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/ambiente\/gemona-cronistoria-dello-sviluppo-urbano-dallanno-1000-ai-giorni-nostri","title":{"rendered":"Gemona, cronistoria dello sviluppo urbano, dall\u2019anno Mille al 700."},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_3852\" aria-describedby=\"caption-attachment-3852\" style=\"width: 490px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/L-3-cerchie-murarie1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3852\" src=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/L-3-cerchie-murarie1-300x167.jpg\" alt=\"L-3-cerchie-murarie\" width=\"490\" height=\"273\" srcset=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/L-3-cerchie-murarie1-300x167.jpg 300w, https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/L-3-cerchie-murarie1.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 490px) 100vw, 490px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3852\" class=\"wp-caption-text\">I primi importanti segni sul territorio: le cerchie murarie, la roggia Plovia&#8230; Elaborazione grafica di Giulio Calderini<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>A Godo prima e a Ospedaletto poi\u00a0 inizi\u00f2 tanto tempo fa la nostra storia&#8230;<\/em><\/p>\n<h3><strong>&#8230; 1000 e dintorni. La prima cerchia muraria<\/strong><\/h3>\n<p>Risale attorno all\u2019anno 1000 e, come ci racconta Casolo in quell\u2019interessante opuscolo intitolato <em>Glemone<\/em>\u00a0presentato in occasione del ripristino del sito di Madonna delle Grazie e della sistemazione di Piazza Garibaldi, \u00e8 incastrata nell\u2019angusta unghia di terreno a ridosso del colle del castello e sbarrata a levante dalle slavine del torrente Grideule.<\/p>\n<h3><strong>1106 La roggia Plovia<\/strong><\/h3>\n<p>Nel 1106 \u00e8 avviata la costruzione della Roggia (Plovia) che sar\u00e0 ultimata nel 1200, utilizzando un vecchio tracciato costruito dai Romani. Svolse diverse e utili funzioni, quali:<\/p>\n<p>&#8211; l\u2019allontanamento delle acque in eccesso (es. Vegliato e Drendesime);<br \/>\n&#8211; la bonifica dalle acque affioranti (Godo, Paludo\u2026);<br \/>\n&#8211; l\u2019uso dell\u2019acqua\u00a0 a fini irrigui ed anche domestici;<br \/>\n&#8211; la produzione di energia per diverse attivit\u00e0 produttive insediate in prossimit\u00e0: mulini, segherie, opifici, battiferri (1 mc\/s era destinato per tale attivit\u00e0);<br \/>\n&#8211; la depurazione delle acque nere in essa convogliate.<\/p>\n<p>La roggia apr\u00ec la strada allo sviluppo di Gemona nella piana. Effetto tutt\u2019altro che secondario, dato la costruzione della presa di Ospedaletto e delle roste adiacenti (siamo sempre nel XII secolo), fu lo spostamento\u00a0 delle acque del Tagliamento verso Braulins (effetto sponda). La deviazione delle acque unitamente\u00a0 agli\u00a0 sforzi incredibili dei contadini\u00a0 (apporti di letame, terra\u2026) contribuirono alla formazione della campagna gemonese (sicuramente quella a ovest della statale).<\/p>\n<h3><strong>1184 Il mercato<\/strong><\/h3>\n<p>Il Patriarca Gotofredo ottiene da Federico Barbarossa di poter costituire a Gemona il mercato, ovvero il luogo dove acquistare e vendere merci. Non si potevano tenere altri commerci pubblici n\u00e9 a monte, tra il Montecroce e Pontebba, n\u00e8 a valle di Gemona per un miglio (<em>Casolo<\/em>).<\/p>\n<h3><strong>La seconda cerchia muraria <\/strong><\/h3>\n<p>Viene attuata dopo il 1250 e, sempre riprendendo Casolo, \u201csi snodava su un impervio terreno di deiezione e raggiungeva il Salconat che probabilmente era il maggiore e pi\u00f9 profondo fra i solchi scavati dalle furiose acque che precipitavano lungo il solco detritico (scendeva pi\u00f9 o meno lungo l\u2019attuale via Liruti), successivamente ricoperto. Il Salconat veniva utilizzato per\u00a0 lo scarico nella piana delle acque chiare e scure.<\/p>\n<h3><strong>1280 La concessione del Niederlech<\/strong><\/h3>\n<p>I traffici da e verso il nord dovevano necessariamente passare per Gemona. I mercanti dovevano scaricare le merci, pernottare nella Citt\u00e0, ricaricarle e proseguire poi muniti del sigillo del Capitano. Un cespite irrinunciabile per il mantenimento del corpo delle Milizie cittadine e forestiere, per le spese di Ambasceria e per arginare i torrenti e specialmente \u00ab<em>il fiero Tagliamento i cui ripari sono ammirevoli, tutti fatti col proprio dai Gemonesi<\/em>\u00bb (<em>Casolo<\/em>).<\/p>\n<h3><strong>1297 Gemona si sposta nella piana?<\/strong><\/h3>\n<p>Il patriarca Raimondo della Torre &#8211; riprendendo un proposito del suo predecessore &#8211; comanda la fondazione di una nuova Gemona nei pressi di Ospedaletto. Ma, a causa della morte del Patriarca, non se ne fece niente (<em>Casolo<\/em>).<\/p>\n<h3><strong>1343. Il Patriarca finanzia l\u2019ampliamento delle mura?\u00a0 <\/strong><\/h3>\n<p>II Patriarca, partecipa al Consiglio della Citt\u00e0 e, in quella sede, sollecita l&#8217;ampliamento della cinta mura\u00adria: si tratta di uno sviluppo di due miglia, debita\u00admente munite e con sette porte. Si assume l&#8217;onere della spesa per la rifabbrica della cinta di levante (<em>Casolo<\/em>).<\/p>\n<figure id=\"attachment_3846\" aria-describedby=\"caption-attachment-3846\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Sviluppo-contrade.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3846 size-medium\" src=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Sviluppo-contrade-300x196.jpg\" alt=\"Percorsi e direttrici nelle terra di Gemona. Elaborazione grafica di Giulio Calderini\" width=\"300\" height=\"196\" srcset=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Sviluppo-contrade-300x196.jpg 300w, https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Sviluppo-contrade.jpg 546w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3846\" class=\"wp-caption-text\">Percorsi e direttrici nelle terra di Gemona. Elaborazione grafica di Giulio Calderini<\/figcaption><\/figure>\n<h3><strong>1348 Il terremoto e subito dopo la peste<\/strong><\/h3>\n<p>Disastroso terremoto. A Gemona pi\u00f9 di met\u00e0 delle costruzioni sono distrutte. Il campanile del duomo \u00a0\u201c<em>tutto si fesse e aperse<\/em>\u201d (le scosse continuarono per quaranta giorni). Si diffonde una terribile pestilenza che si protrarr\u00e0 anche l&#8217;anno successivo (<em>Casolo<\/em>).<\/p>\n<p>Dove ricostruire fu una delle prime domande della magnifica comunit\u00e0 una volta cessata l\u2019emergenza terremoto, la pestilenza e l\u2019assedio nell\u2019anno successivo del Conte di Gorizia.<\/p>\n<h3><strong>1351 Gemona si sposta nella piana?<\/strong><\/h3>\n<p>Il patriarca Nicol\u00f2 di Lussemburgo ribadisce la volont\u00e0 di trasferire Gemona\u00a0 sotto i colli di Ospedaletto al fine di preservare, la Chiesa e i suoi sudditi, da ogni malanno. Un \u00abvogliamo, stabiliamo e ordiniamo\u00bb che, per\u00f2, \u00e8 rimasto senza seguito (<em>Casolo<\/em>).<\/p>\n<h3><strong>1363,Tutti devono passare per Gemona, o no!<\/strong><\/h3>\n<p>I Gemonesi tentano di obbligare i traffici a passare per la\u00a0 citt\u00e0 murata mediante lo scavo di un fossato. Per la protesta degli Udinesi viene intimato di colmarlo, ma, al loro rifiuto, provvedono all&#8217;esecuzione le milizie patriarcali (<em>Casolo<\/em>).<\/p>\n<h3><strong>1370 \u2013 1396. Si costruisce la terza cerchia muraria<\/strong><\/h3>\n<p>Presi di mira, forse particolarmente dal duca d&#8217;Austria, i Gemonesi deliberano di portare a compimento l&#8217;ampliamento delle mura della Citt\u00e0, fortificandole con torri, fosse e palanche, all&#8217;uso dei tempi. E\u2019 questa la terza cerchia: ha un&#8217;altezza da sei a otto metri e lo spessore di un metro e mezzo, con sette porte d\u2019ingresso (<em>Casolo<\/em>).<\/p>\n<h3><strong>1396 \u2013 1400 Nuova viabilit\u00e0<\/strong><\/h3>\n<p>A causa delle frequenti alluvioni, nella piana viene sostituito il tratto di via Regola (vecchia strada romana) con un tracciato pi\u00f9 a nord\u00a0 che ha previsto la costruzione di un ponte sulla Drend\u00easime (<em>Casolo<\/em>).<\/p>\n<h3><strong>1500 Il primo sistema irriguo <\/strong><\/h3>\n<p>Vengono costruite le canalette scavate nel tufo sotto il Monte Gemine in prossimit\u00e0 del Lavad\u00f4r, per portare l\u2019acqua del Glemin\u00e9it nei prati, negli orti e nelle vigne circostanti.<\/p>\n<h3><strong>1511 Terremoto, <\/strong><\/h3>\n<p>La ricostruzione viene effettuata dentro le mura, spesso sulle macerie delle case crollate.<\/p>\n<p><strong>1650 \u2013 1760 Le ville padronali nella piana<\/strong><\/p>\n<p>Per quanto riguarda gli insediamenti rurali essi iniziano a essere costruiti fuori dalle cerchia muraria nel periodo che va dal \u2018600 al &#8216;700. Si assiste alla costruzione delle &#8220;ville padronali&#8221; circondate da grandi propriet\u00e0, generalmente di origine nobiliare, in quanto gli unici in grado di impiegare elevati capitali a scopi d&#8217;investimento fondiario. Si tratta di costruzioni a corte chiusa con cinta muraria e generalmente autosufficienti. Questo \u00e8 un aspetto che dal punto di vista tipologico richiama il sistema medievale chiuso e ci\u00f2 presuppone che il territorio fosse ancora insicuro. Altra nota importante \u00e8 che tutte queste &#8220;ville padronali&#8221; hanno una struttura simile, con corte, pozzo, cantine e granai, chiesetta e case coloniche. Le superfici coltivate intorno a esse sono basate all&#8217;incirca sulla dimensione del podere romano (che \u00e8 di 12,5 ha), anche se a Gemona non ci fu la centuriazione (R. Gubiani,\u00a0M. Lazzari<em>, Lo studio dell&#8217;evoluzione del paesaggio attraverso la toponomastica<\/em>).<\/p>\n<figure id=\"attachment_3847\" aria-describedby=\"caption-attachment-3847\" style=\"width: 305px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Gemona-del-Liruti.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-3847\" src=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/06\/Gemona-del-Liruti-300x168.jpg\" alt=\"700: la Gemona del Liruti\" width=\"305\" height=\"171\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3847\" class=\"wp-caption-text\">700: la Gemona del Liruti<\/figcaption><\/figure>\n<h3><strong>1797 La fine del Niederlech<\/strong><\/h3>\n<p>Dopo 500 anni Gemona perde il privilegio del Niederlech. Ma gi\u00e0 con il l\u2019arrivo di Venezia i benefici si erano attenuati.<\/p>\n<p><strong>Riflessione<\/strong><br \/>\nGemona \u00e8 riuscita, nonostante i ripetuti\u00a0 tentativi di spostarla nella piana, a rimanere arroccata nel conoide, godendo di quella rendita di \u201cposizione\u201d che le permise molti anni di \u201cmercantile\u201d prosperit\u00e0. Casolo a proposito di quel periodo afferma: <span style=\"color: #545454;\">\u00ab\u00a0<\/span>Gemona si batt\u00e8 contro l\u2019isolamento \u2013 isolandosi<em><span style=\"color: #545454;\">\u00bb<\/span><\/em>. All\u2019arrivo dell\u2019esercito di Napoleone Gemona era ancora tutta dentro la terza cerchia muraria. Ma l\u2019Ottocento incombeva \u2026<\/p>\n<p>Fine parte prima. La seconda parte verr\u00e0 pubblicata\u00a0 domenica 6 luglio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come si \u00e8 sviluppata Gemona dalla prima cerchia muraria fino ai giorni nostri, dall\u2019anno mille ad oggi? 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