{"id":2185,"date":"2014-04-16T14:59:32","date_gmt":"2014-04-16T12:59:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pensemaravee.it\/magazine\/?p=2185"},"modified":"2014-05-09T21:43:41","modified_gmt":"2014-05-09T19:43:41","slug":"storie-di-migrans","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/migrants\/emigrants\/storie-di-migrans","title":{"rendered":"\u011euan &#8220;Masat&#8221;, infortunato sul lavoro, in Svizzera"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_2207\" aria-describedby=\"caption-attachment-2207\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Venturini_Giovanni1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2207 \" src=\"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Venturini_Giovanni1-300x272.jpg\" alt=\"Venturini Giovanni in Svizzera.\" width=\"300\" height=\"272\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2207\" class=\"wp-caption-text\">Venturini Giovanni in Svizzera.<\/figcaption><\/figure>\n<p><b>Giovanni Venturini (Masat) non conobbe mai suo padre.<\/b>\u00a0 Inizia cos\u00ec a raccontare la storia la figlia Carla. \u201cNacque a Gemona nel \u00a01914. Suo padre, Giuseppe, mor\u00ec sul Monte San Michele durante la prima guerra mondiale.<\/p>\n<p><b>La campagna di Russia.<\/b>\u00a0&#8220;Nel 1942 mio padre venne spedito in\u00a0 Russia. Durante la \u00a0ritirata da Nicolajewka si congel\u00f2 i piedi. Rientrato, dopo il periodo di recupero all\u2019ospedale militare di Cervia, nel 1944 si spos\u00f2 con Gisella, mia madre, donna di carattere allegro e aperto (Ban). Come tutti i gemonesi cercarono di sopravvivere agli ultimi sussulti della guerra fino alla liberazione, pensando a come sbarcare il lunario.\u201d<\/p>\n<p><b style=\"line-height: 1.5em;\">La valigia.<\/b><span style=\"line-height: 1.5em;\"> \u201cPoi, come tanti, mio padre emigr\u00f2 \u00a0in Svizzera nel 1952 per fare il minatore. Io all\u2019epoca avevo 3 anni, mio fratello piccolo 1.<\/span><\/p>\n<p><b style=\"line-height: 1.5em;\">L\u2019incidente sul lavoro.<\/b><span style=\"line-height: 1.5em;\"> Nel 1954 sopra Vana (localit\u00e0 nel Cantone dei Grigioni, si veda la foto), mio padre insieme ad altri 3 compagni stavano scavando\u00a0le buche per piazzare la dinamite: servivano a costruire \u00a0una galleria per far passare una condotta sotterranea d\u2019acqua.\u00a0 Forse non contarono bene il numero dei botti e quando rientrarono in galleria con la perforatrice (sulle spalle), la dinamite inesplosa scoppi\u00f2.\u00a0 Tre persone persero definitivamente la vista. Mio padre, perse un occhio e con l\u2019altro ancora incassato e al suo posto non vedeva nulla. Mia madre corse al suo capezzale.\u00a0 Disperato, mio padre aveva confidato al medico l\u2019intenzione di togliersi la vita: non aveva visto ancora il quarto figlio appena nato ed ora era diventato cieco. Il medico gli promise che avrebbe fatto di tutto per riportargli un po\u2019 di luce negli occhi. \u00a0E cos\u00ec fu: grazie alla quarta operazione dopo tre mesi riacquist\u00f2 un po\u2019 la vista dell\u2019unico occhio rimasto. A 42 anni, mio padre \u00a0era un grande invalido del lavoro.\u201d<\/span><\/p>\n<p><b style=\"line-height: 1.5em;\">La famiglia in Svizzera.<\/b><span style=\"line-height: 1.5em;\"> \u201cMa non tutte le cose andarono storte. La ditta gli garant\u00ec in ogni caso un lavoro, cos\u00ec \u00a0con tutta la famiglia ci trasferimmo in Svizzera dal 1958 al 1963. Nel 1963 rientrammo in Italia a causa dell\u2019artrite reumatoide contratta da mio padre probabilmente sul lavoro.<\/span><\/p>\n<p>Di quel periodo ricordo la difficolt\u00e0 di integrazione: eravamo gli unici italiani in quel paese e taluni ci \u201cinvitavano\u201d a tornare a casa: &#8220;Tornate a casa zingari&#8221; ci dicevano. Col tempo per\u00f2 le ditta, ma anche il paese apprezzarono le qualit\u00e0 dei friulani &#8211; onesti e lavoratori. L\u2019amicizia con talune persone si trasform\u00f2 in fattiva solidariet\u00e0:\u00a0 durante il terremoto &#8217;76 Ursula Horat, la figlia del titolare,\u00a0 venne in Friuli e ci port\u00f2 una roulotte completamente arredata. Venne a trovarci anche il medico che aveva operato mio padre. L\u2019ultimo incontro nel gennaio di quest\u2019anno.<\/p>\n<p>Mio padre era un grande lavoratore, attaccato alla famiglia e poco propenso a frequentare le osterie. Dopo l\u2019incidente era diventato comprensibilmente molto scontroso. Mia madre era gli occhi di mio padre, che \u00a0mor\u00ec nel 1997.<\/p>\n<p><b>Uno zio in Romania Viceconsole.<\/b> Con un sospiro Carla conclude il racconto, ma prima di alzarsi e andare via mi racconta un piccolo aneddoto: \u201cUno zio di mio padre (un tal Forgiarini), ai primi del &#8216;900 and\u00f2 con la famiglia in Romania,\u00a0 divenne imprenditore edile e fece molti soldi. Venne nominato viceconsole (e infatti c\u2019\u00e8, da qualche parte, una via Forgiarini intitolata\u00a0 a suo nome). La vicenda curiosa \u00e8\u00a0che gli diedero una medaglia perch\u00e9 si era sposato tante volte: taluni dicono 10. Mor\u00ec in miseria.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giovanni Venturini (Masat) non conobbe mai suo padre.\u00a0 Inizia cos\u00ec a raccontare la storia la&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":2207,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[24],"tags":[],"class_list":["post-2185","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-emigrants"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2185","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2185"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2185\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2731,"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2185\/revisions\/2731"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2207"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2185"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2185"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/pensemaravee.it\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2185"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}